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title: "Caldo estremo, 1,5 milioni di lavoratori a rischio: l'allarme di CGIL e Greenpeace"
description: "Secondo un'analisi di CGIL e Greenpeace Italia, nei giorni di caldo estremo di fine giugno circa 1,5 milioni di lavoratori sono esposti a rischi gravi per la salute: edili, agricoli, rider, magazzinieri. I sindacati chiedono norme nazionali vincolanti; il governo ha previsto la cassa integrazione per il caldo, ma con nodi ancora aperti."
category: "Economia"
category_url: https://ilcorrente.it/categoria/ekonomi
author: "Elena Costa"
published: 2026-06-25T13:58:00.000Z
updated: 2026-06-25T13:58:00.000Z
canonical: https://ilcorrente.it/articolo/caldo-estremo-1-5-milioni-di-lavoratori-a-rischio-l-allarme-di-cgil-e-greenpeace
tags: ["caldo estremo", "lavoro", "CGIL", "Greenpeace", "sicurezza sul lavoro", "clima"]
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# Caldo estremo, 1,5 milioni di lavoratori a rischio: l'allarme di CGIL e Greenpeace

Secondo un'analisi di CGIL e Greenpeace Italia, nei giorni di caldo estremo di fine giugno circa 1,5 milioni di lavoratori sono esposti a rischi gravi per la salute: edili, agricoli, rider, magazzinieri. I sindacati chiedono norme nazionali vincolanti; il governo ha previsto la cassa integrazione per il caldo, ma con nodi ancora aperti.

## Un milione e mezzo di persone nel mirino del caldo

Mentre l'Italia affronta un'ondata di calore che da giorni stringe il Paese, [CGIL e Greenpeace Italia](https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2026/06/25/greenpeace-cgil-15-milioni-di-lavoratori-a-rischio-caldo-nei-prossimi-giorni_4fb360a0-cf62-45a4-9c1a-8fc427d6dcf2.html) lanciano un allarme preciso: nei giorni più torridi di fine giugno circa 1,5 milioni di lavoratori e lavoratrici rischiano danni gravi alla salute a causa delle temperature estreme. La stima nasce dall'incrocio tra le previsioni di rischio termico del progetto Worklimate — sviluppato da CNR e INAIL — e i dati sull'occupazione dell'ISTAT.

Non un dato strutturale annuale, ma la fotografia di una specifica finestra di emergenza, che però fa emergere una vulnerabilità tutt'altro che occasionale.

## Chi rischia di più

A pagare il prezzo più alto sono i lavoratori costretti a operare all'aperto o in ambienti non climatizzati: muratori, carpentieri, braccianti agricoli, rider e magazzinieri. Sono mestieri in cui la pausa non è un'opzione gestibile in autonomia e in cui le protezioni dal calore restano spesso insufficienti. Greenpeace ricorda inoltre che eventi così intensi sono ormai [molte volte più probabili](https://www.greenpeace.org/italy/comunicato-stampa/30951/caldo-estremo-greenpeace-temperature-cosi-elevate-5-volte-piu-probabili-a-causa-della-crisi-climatica-a-rischio-bambini-anziani-e-chi-lavora-allaperto/) rispetto all'epoca preindustriale, a causa della crisi climatica.

## Il governo risponde, i sindacati chiedono di più

Il governo ha previsto la possibilità di ricorrere alla **cassa integrazione in deroga** nelle giornate di allerta rossa da caldo, consentendo la sospensione temporanea delle attività all'aperto. Ma [Il Fatto Quotidiano](https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/23/ordinanze-anti-caldo-lavoro-cassa-integrazione-deroga-testo/8427178/) ha segnalato come restino aperti diversi nodi: la copertura finanziaria, le categorie incluse e una formulazione — l'eccezione per i lavori «di pubblica utilità» — talmente ampia da rischiare di escludere proprio chi opera nei grandi cantieri.

I sindacati chiedono un salto di qualità: norme nazionali vincolanti che vietino il lavoro nelle fasce orarie più calde, garantiscano acqua e sali minerali e consentano la riprogrammazione degli orari. La richiesta è di smettere di trattare il caldo come un'emergenza stagionale e di costruire una risposta strutturale.

## Un problema risolvibile

I dati offrono un argomento ai sindacati: dove sono state adottate ordinanze anti-caldo, gli infortuni nei settori più esposti come edilizia e agricoltura sono calati in modo sensibile. Il quadro territoriale resta però frammentato, con regioni che si sono mosse e altre ferme. Per CGIL e Greenpeace il problema non è tecnico ma politico: gli strumenti esistono, manca una regia nazionale che li renda davvero efficaci.

## Fonti

- [Greenpeace-Cgil, 1,5 milioni di lavoratori a rischio caldo nei prossimi giorni](https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2026/06/25/greenpeace-cgil-15-milioni-di-lavoratori-a-rischio-caldo-nei-prossimi-giorni_4fb360a0-cf62-45a4-9c1a-8fc427d6dcf2.html)
- [Caldo estremo, Greenpeace: temperature 5 volte più probabili per la crisi climatica](https://www.greenpeace.org/italy/comunicato-stampa/30951/caldo-estremo-greenpeace-temperature-cosi-elevate-5-volte-piu-probabili-a-causa-della-crisi-climatica-a-rischio-bambini-anziani-e-chi-lavora-allaperto/)
- [Stop al lavoro nelle ore più calde: scatterà la cig, ma il testo ancora non c'è](https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/23/ordinanze-anti-caldo-lavoro-cassa-integrazione-deroga-testo/8427178/)

