---
title: "Cgia, l'Italia perde i giovani: chi lavorera nel 2030?"
description: "Uno studio della Cgia di Mestre fotografa il crollo demografico italiano: in dieci anni 550mila giovani in meno tra i 15 e i 34 anni, un calo quattro volte superiore alla media dell'eurozona. E tra il 2025 e il 2029 usciranno dal lavoro oltre 3 milioni di persone per la pensione."
category: "Italia"
category_url: https://ilcorrente.it/categoria/inrikes
author: "Alessandro Conti"
published: 2026-07-18T12:07:17.000Z
updated: 2026-07-18T12:07:17.000Z
canonical: https://ilcorrente.it/articolo/cgia-l-italia-perde-i-giovani-chi-lavorera-nel-2030
tags: ["Cgia", "demografia", "lavoro", "pensioni", "Italia"]
---
# Cgia, l'Italia perde i giovani: chi lavorera nel 2030?

Uno studio della Cgia di Mestre fotografa il crollo demografico italiano: in dieci anni 550mila giovani in meno tra i 15 e i 34 anni, un calo quattro volte superiore alla media dell'eurozona. E tra il 2025 e il 2029 usciranno dal lavoro oltre 3 milioni di persone per la pensione.

## Sempre meno giovani

L'Italia invecchia e si svuota di ragazzi. [Secondo uno studio della Cgia, l'associazione degli artigiani e delle piccole imprese di Mestre, negli ultimi dieci anni i giovani tra i 15 e i 34 anni sono diminuiti di 550mila unità](https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/07/18/cgia-meno-giovani-e-piu-anziani-in-italia.-chi-lavorera-nel-2030_9e97b8ce-c542-4859-9f7c-c63a28824c47.html), con un calo del 4,3%. Un dato che pesa ancora di più nel confronto europeo: nello stesso periodo la media dell'eurozona è scesa solo dello 0,4%, mentre la Spagna è cresciuta del 5,3%, i Paesi Bassi dell'11,5% e la Francia dell'1,6%; solo la Germania segna un calo, ma contenuto (-1,8%).

## Le proiezioni

Il quadro è destinato a peggiorare. Se nel 2023 i giovani in quella fascia d'età erano 12,1 milioni, le stime li vedono scendere a 11,8 milioni nel 2035 e a 10,1 milioni nel 2045, con una perdita complessiva di circa due milioni rispetto a oggi. Meno giovani significa, nel medio periodo, meno persone in età da lavoro a sostenere l'intero sistema.

## Il divario tra Nord e Sud

Il fenomeno non è uniforme. A perdere di più sono le regioni del Mezzogiorno: la Calabria segna un calo del 18% (85mila giovani in meno), la Sardegna del 17,2% (poco meno di 60mila), la Basilicata del 16,6%. In controtendenza il Nord, dove la Lombardia cresce del 4,9% (quasi 99mila giovani in più) e l'Emilia-Romagna dell'8,4% (oltre 70mila). Uno squilibrio che rischia di ampliare le distanze già esistenti tra le diverse aree del Paese.

## L'onda dei pensionamenti

Il nodo più urgente riguarda però il mercato del lavoro. Tra il 2025 e il 2029 oltre 3 milioni di lavoratori lasceranno l'occupazione per andare in pensione: 1,6 milioni nel settore privato, 768mila nel pubblico e 665mila tra gli autonomi. Un'uscita di massa che dovrà essere compensata proprio mentre i giovani scarseggiano.

## Il peso sul welfare

Sullo sfondo c'è la sostenibilità del sistema previdenziale. Oggi la spesa per le pensioni vale il 15,4% del prodotto interno lordo, ma secondo lo studio è destinata a salire verso il 17% intorno al 2040, prima di scendere sotto il 14% verso il 2070. Gli anni al centro di questo decennio saranno dunque i più delicati. La domanda che dà il titolo all'analisi, chi lavorerà nel 2030, riassume la sfida che l'Italia ha davanti: senza un'inversione sul fronte della natalità, dell'immigrazione e della partecipazione al lavoro, il rischio è quello di una forza lavoro insufficiente a reggere l'economia e il welfare.

## Fonti

- [Cgia, meno giovani e più anziani in Italia. Chi lavorerà nel 2030](https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/07/18/cgia-meno-giovani-e-piu-anziani-in-italia.-chi-lavorera-nel-2030_9e97b8ce-c542-4859-9f7c-c63a28824c47.html)

