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title: "Delfin, la resa dei conti degli eredi Del Vecchio: l'assemblea del 30 giugno e il piano da 11 miliardi"
description: "La holding lussemburghese della famiglia Del Vecchio — che controlla EssilorLuxottica e pesa nel risiko finanziario italiano — è spaccata. Il consiglio ha respinto la richiesta di Leonardo Maria Del Vecchio, che punta a rilevare le quote di due fratelli per oltre 10 miliardi. Lunedì il voto decisivo."
category: "Economia"
category_url: https://ilcorrente.it/categoria/ekonomi
author: "Elena Costa"
published: 2026-06-27T11:32:00.000Z
updated: 2026-06-27T11:32:00.000Z
canonical: https://ilcorrente.it/articolo/delfin-eredi-del-vecchio-assemblea-30-giugno
tags: ["Delfin", "Del Vecchio", "EssilorLuxottica", "finanza", "governance", "Milano"]
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# Delfin, la resa dei conti degli eredi Del Vecchio: l'assemblea del 30 giugno e il piano da 11 miliardi

La holding lussemburghese della famiglia Del Vecchio — che controlla EssilorLuxottica e pesa nel risiko finanziario italiano — è spaccata. Il consiglio ha respinto la richiesta di Leonardo Maria Del Vecchio, che punta a rilevare le quote di due fratelli per oltre 10 miliardi. Lunedì il voto decisivo.

## Cos'è Delfin e cosa controlla

Delfin è la holding con sede in Lussemburgo nata come cassaforte di Leonardo Del Vecchio, fondatore di Luxottica scomparso nel 2022. Attraverso questo veicolo la famiglia detiene il controllo di [EssilorLuxottica](https://www.euronews.com/business/2026/06/22/the-ray-ban-heir-who-wants-to-buy-out-his-own-family-from-the-luxury-brand) — il colosso dell'occhialeria che riunisce marchi come Ray-Ban, Oakley e Persol — oltre a partecipazioni rilevanti in Mediobanca (e dunque, indirettamente, in Generali), UniCredit e Monte dei Paschi. Alla morte del fondatore i diritti sono stati divisi in parti uguali tra gli otto eredi, ciascuno con il 12,5%. Lo statuto prevede, in assenza di maggioranze qualificate, la distribuzione ai soci di appena il 10% degli utili: una clausola oggi al centro delle tensioni.

## Il piano di Leonardo Maria e il no del consiglio

Al cuore della crisi c'è un'operazione di portata eccezionale. [Leonardo Maria Del Vecchio](https://www.milanofinanza.it/news/leonardo-maria-del-vecchio-attacca-delfin-il-cda-si-e-spaccato-sul-riassetto-delle-quote-resa-dei-conti-202606192007395846), figlio del fondatore, punta a rilevare le quote dei fratelli Luca e Paola per salire al 37,5% e diventare primo azionista, in un'operazione che richiederebbe circa 11 miliardi di euro, finanziati da un pool bancario (tra cui UniCredit, BNP Paribas e Crédit Agricole). Per rassicurare le banche, aveva chiesto a Delfin una *lettera di patronage*, con cui la holding avrebbe garantito implicitamente la solidità dell'operazione.

Il consiglio di amministrazione ha [respinto la richiesta](https://www.quotidiano.net/economia/delfin-tutti-i-nodi-in-assemblea-no-del-board-alla-lettera-di-patronage-peqc5fvv), spaccandosi: a favore si sarebbero espressi il presidente Francesco Milleri e il consigliere Mario Notari, mentre l'amministratore delegato Romolo Bardin e altri consiglieri si sarebbero opposti o astenuti. Le posizioni dei singoli vanno lette come parte di un confronto interno tuttora aperto.

## Il 30 giugno, assemblea spartiacque

La resa dei conti è fissata per lunedì 30 giugno a Lussemburgo, dove i soci sono chiamati a votare sul bilancio 2025, sull'eventuale aumento del dividendo (servirebbe una maggioranza di sei ottavi per portarlo all'80% degli utili, contro il 10% statutario) e su un possibile riassetto azionario. Sul tavolo ci sono più scenari: il via libera all'operazione di Leonardo Maria; un'ipotesi alternativa di riacquisto delle quote da parte della stessa Delfin; oppure il mancato accordo, che secondo alcune ricostruzioni della stampa specializzata potrebbe persino aprire scenari di crisi della governance — una prospettiva, va detto, non confermata ufficialmente e dagli effetti incerti.

## Perché riguarda il sistema finanziario italiano

Ciò che rende la vicenda rilevante oltre l'occhialeria è il peso di Delfin nel capitale di grandi istituzioni: la holding è azionista di riferimento in Mediobanca — che controlla Generali — e presente in UniCredit e Monte dei Paschi, tre attori centrali del risiko bancario e assicurativo italiano. Una destabilizzazione prolungata della governance, o una cessione disordinata delle partecipazioni, avrebbe ricadute ben oltre la famiglia Del Vecchio. Per questo l'assemblea di lunedì è seguita con attenzione non solo dagli investitori, ma anche dalle autorità di vigilanza e dai vertici delle società partecipate.

## Fonti

- [Leonardo Maria Del Vecchio attacca Delfin: il cda si è spaccato sul riassetto delle quote](https://www.milanofinanza.it/news/leonardo-maria-del-vecchio-attacca-delfin-il-cda-si-e-spaccato-sul-riassetto-delle-quote-resa-dei-conti-202606192007395846)
- [Delfin, tutti i nodi in assemblea: no del board alla lettera di patronage](https://www.quotidiano.net/economia/delfin-tutti-i-nodi-in-assemblea-no-del-board-alla-lettera-di-patronage-peqc5fvv)
- [The Ray-Ban heir who wants to buy out his own family from the luxury brand](https://www.euronews.com/business/2026/06/22/the-ray-ban-heir-who-wants-to-buy-out-his-own-family-from-the-luxury-brand)

