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title: "Fondi pensione, dal 1° luglio scatta l'adesione automatica: 60 giorni per dire no"
description: "La riforma della previdenza complementare entra in vigore il 1° luglio. I lavoratori privati neoassunti vengono iscritti d'ufficio al fondo pensione contrattuale: hanno due mesi per rifiutare, altrimenti il TFR maturando ci confluisce in automatico, e la scelta diventa definitiva."
category: "Economia"
category_url: https://ilcorrente.it/categoria/ekonomi
author: "Andrea Fontana"
published: 2026-06-28T03:28:00.000Z
updated: 2026-06-28T03:28:00.000Z
canonical: https://ilcorrente.it/articolo/fondi-pensione-adesione-automatica-luglio-2026
tags: ["fondi pensione", "TFR", "previdenza complementare", "lavoro", "risparmio"]
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# Fondi pensione, dal 1° luglio scatta l'adesione automatica: 60 giorni per dire no

La riforma della previdenza complementare entra in vigore il 1° luglio. I lavoratori privati neoassunti vengono iscritti d'ufficio al fondo pensione contrattuale: hanno due mesi per rifiutare, altrimenti il TFR maturando ci confluisce in automatico, e la scelta diventa definitiva.

## Cosa cambia e da quando

Dal 1° luglio 2026 chi inizia un nuovo rapporto di lavoro dipendente nel settore privato viene iscritto automaticamente a una forma di previdenza complementare, senza dover firmare nulla. Il meccanismo, introdotto dalla Legge di Bilancio 2026, capovolge la logica seguita finora: prima il silenzio valeva come non-scelta, ora vale come adesione. Lo confermano le direttive operative della [COVIP](https://www.edotto.com/articolo/adesione-automatica-alla-previdenza-complementare-pubblicate-le-direttive-covip), l'autorità di vigilanza sui fondi pensione.

## Chi è coinvolto

La novità riguarda i **lavoratori dipendenti privati di nuova assunzione**. Restano esclusi i lavoratori domestici e, almeno in questa prima fase, i dipendenti pubblici. Chi è già occupato e ha già deciso (aderendo o rifiutando) non è toccato: le regole cambiano solo per chi firma un contratto dal 1° luglio in poi, come spiega la [CGIL](https://www.cgil.it/ci-occupiamo-di/previdenza-complementare/previdenza-complementare-cosa-cambia-dal-1-luglio-2026-rxk6qpvk).

## La finestra dei 60 giorni

Dal giorno dell'assunzione il lavoratore ha **60 giorni** per comunicare che non vuole aderire, mantenendo il TFR in azienda (o nel Fondo di Tesoreria INPS, per le imprese più grandi). Se non fa nulla, l'iscrizione si consolida e il datore di lavoro avvia i versamenti. Il datore è obbligato a informare il neoassunto su modalità, vantaggi fiscali e conseguenze di ogni scelta entro questa finestra.

Attenzione all'irreversibilità: scaduti i 60 giorni senza opt-out, la destinazione del TFR al fondo pensione non è più revocabile. Chi invece resta fuori entro i 60 giorni potrà sempre aderire in seguito, ma perde il contributo del datore di lavoro maturato nel frattempo.

## Dove finisce il TFR e come viene investito

Il TFR maturando confluisce nel fondo pensione previsto dal contratto collettivo applicato dall'azienda; in presenza di più fondi si sceglie quello con più iscritti, e in assenza di indicazioni si applica un fondo negoziale di riferimento ([Cometa](https://www.itinerariprevidenziali.it/il-punto/fondi-pensione-adesione-automatica/), il fondo dei metalmeccanici, citato come opzione residuale). Insieme al TFR scatta anche il contributo del datore di lavoro previsto dal contratto: una quota di salario differito che chi resta fuori dal fondo non percepirà.

Cambia anche l'investimento di default: non più un comparto garantito molto conservativo, ma un percorso *life-cycle*, con un'esposizione azionaria maggiore per i più giovani che si riduce avvicinandosi alla pensione.

## Cosa fare concretamente

Per un neoassunto la regola pratica è semplice. Se si vuole aderire al fondo contrattuale non serve fare nulla: il silenzio vale come adesione. Se si preferisce un fondo diverso (per esempio un piano individuale, PIP), va comunicato esplicitamente entro i 60 giorni. Se si vuole restare fuori, occorre presentare una rinuncia scritta al datore di lavoro entro la stessa scadenza. La previdenza complementare non è obbligatoria, ma rinunciarvi significa rinunciare anche al contributo datoriale: su un orizzonte di decenni, una somma che può pesare in modo significativo sull'assegno finale.

## Fonti

- [Previdenza complementare, cosa cambia dal 1° luglio 2026](https://www.cgil.it/ci-occupiamo-di/previdenza-complementare/previdenza-complementare-cosa-cambia-dal-1-luglio-2026-rxk6qpvk)
- [Fondi pensione, al via dall'1 luglio l'adesione automatica](https://www.itinerariprevidenziali.it/il-punto/fondi-pensione-adesione-automatica/)
- [Adesione automatica alla previdenza complementare: le direttive COVIP](https://www.edotto.com/articolo/adesione-automatica-alla-previdenza-complementare-pubblicate-le-direttive-covip)

