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title: "I giudici della Corte penale internazionale resistono alle sanzioni di Trump"
description: "Carte di credito bloccate, conti chiusi, divieti d'ingresso negli Stati Uniti estesi ai familiari. Sono le conseguenze quotidiane delle sanzioni imposte dall'amministrazione Trump ai magistrati della Corte penale internazionale dell'Aja. Una pressione che, dicono i giudici, non piegherà l'indipendenza della giustizia internazionale."
category: "Esteri"
category_url: https://ilcorrente.it/categoria/utrikes
author: "Giulia Ferrari"
published: 2026-06-24T19:38:16.000Z
updated: 2026-06-24T19:38:16.000Z
canonical: https://ilcorrente.it/articolo/i-giudici-della-corte-penale-internazionale-resistono-alle-sanzioni-di-trump
tags: ["Corte penale internazionale", "CPI", "Trump", "sanzioni", "giustizia internazionale", "Aja"]
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# I giudici della Corte penale internazionale resistono alle sanzioni di Trump

Carte di credito bloccate, conti chiusi, divieti d'ingresso negli Stati Uniti estesi ai familiari. Sono le conseguenze quotidiane delle sanzioni imposte dall'amministrazione Trump ai magistrati della Corte penale internazionale dell'Aja. Una pressione che, dicono i giudici, non piegherà l'indipendenza della giustizia internazionale.

## Una pressione senza precedenti

Da oltre un anno i giudici della Corte penale internazionale (CPI) dell'Aja convivono con le sanzioni decise dall'amministrazione Trump. Il provvedimento — un ordine esecutivo firmato nel febbraio 2025 — prevede il congelamento dei beni negli Stati Uniti e il divieto d'ingresso per i magistrati colpiti, oltre alla minaccia di conseguenze per chi fornisce loro supporto. La Casa Bianca lo ha presentato, [come riporta Al Jazeera](https://www.aljazeera.com/news/2025/12/12/icc-judges-stoic-in-face-of-us-sanctions-over-israeli-war-crimes-cases), come risposta alle «azioni illegittime e infondate» della Corte contro Stati Uniti e Israele.

All'origine ci sono i **mandati d'arresto** emessi dalla CPI nel novembre 2024 contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu e l'ex ministro della Difesa Yoav Gallant, per presunti crimini di guerra e contro l'umanità durante le operazioni a Gaza. Da lì la decisione di Washington di colpire direttamente i singoli magistrati, in un'escalation che gli osservatori definiscono inedita.

## «Il tuo mondo si restringe»

Le testimonianze raccolte da [Al Jazeera](https://www.aljazeera.com/news/2025/12/12/icc-judges-stoic-in-face-of-us-sanctions-over-israeli-war-crimes-cases) restituiscono l'impatto concreto e personale delle misure. La giudice canadese **Kimberly Prost**, sanzionata nell'agosto 2025 dopo aver autorizzato anni prima un'indagine su presunti crimini commessi da personale statunitense in Afghanistan, racconta di carte di credito bloccate, e-book scomparsi dai dispositivi, servizi digitali interrotti. «Tutto il tuo mondo si restringe. È l'incertezza: sono piccoli fastidi, ma si accumulano».

La giudice slovena **Beti Hohler** descrive a [JusticeInfo](https://www.justiceinfo.net/en/156847-living-with-us-sanctions-means-living-in-constant-uncertainty.html) come le sue carte siano state cancellate e un conto europeo, aperto da decenni, chiuso nel giro di pochi giorni: persino alcuni pagamenti in euro tra banche europee vengono rifiutati automaticamente, perché i sistemi bloccano ogni transazione che coinvolga un soggetto sanzionato. Per la peruviana **Luz del Carmen Ibáñez Carranza** le restrizioni di viaggio si estendono ai familiari. «Non sai mai se la carta non funziona per un problema tecnico o per la sanzione», ha sintetizzato la vice-procuratrice figiana Nazhat Shameem Khan.

## La Corte difende l'indipendenza

La CPI ha respinto le pressioni, definendole un attacco all'indipendenza di un'istituzione giudiziaria. L'organo che rappresenta gli oltre 120 Stati aderenti allo Statuto di Roma ha condannato formalmente le misure, e diverse organizzazioni del mondo legale le hanno bollate come «interferenza politicamente motivata». Le sanzioni, però, hanno già avuto ricadute operative: come segnala [Euronews](https://www.euronews.com/2025/05/15/trumps-sanctions-on-icc-halt-tribunals-work-staffers-claim), parte del personale della Corte riferisce difficoltà a svolgere le funzioni di base, con effetti anche su indagini lontane dalla politica americana.

## Il nodo europeo

I Paesi europei, quasi tutti firmatari dello Statuto di Roma, hanno espresso solidarietà alla Corte: il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha parlato di una «minaccia» all'indipendenza della giustizia internazionale. Alle parole, però, non sono seguite finora misure concrete di contrasto. Gli Stati Uniti, dal canto loro, non hanno mai ratificato lo Statuto di Roma e osteggiano la CPI da decenni, temendo che militari e funzionari americani possano finire sotto la sua giurisdizione. La novità di questa fase è il passaggio dall'ostilità politica alle sanzioni mirate contro singoli giudici: un terreno che, avvertono i sostenitori della Corte, rischia di indebolire l'intero sistema della giustizia penale internazionale.

## Fonti

- [ICC judges stoic in face of US sanctions over Israeli war crimes cases](https://www.aljazeera.com/news/2025/12/12/icc-judges-stoic-in-face-of-us-sanctions-over-israeli-war-crimes-cases)
- ['Living with US sanctions means living in constant uncertainty'](https://www.justiceinfo.net/en/156847-living-with-us-sanctions-means-living-in-constant-uncertainty.html)
- [Trump's sanctions on ICC halt tribunal's work, staffers claim](https://www.euronews.com/2025/05/15/trumps-sanctions-on-icc-halt-tribunals-work-staffers-claim)

