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title: "Sollecito, assolto e mai risarcito: perche in Italia si puo restare senza riparazione"
description: "Raffaele Sollecito è tornato a parlare del risarcimento che non ha mai ottenuto per i quasi quattro anni passati in carcere prima dell'assoluzione definitiva del 2015, definendolo un cortocircuito morale. La sua domanda di riparazione per ingiusta detenzione fu respinta nel 2017: secondo i giudici, con le sue dichiarazioni iniziali aveva contribuito alla propria carcerazione. È la clausola che in Italia separa l'innocenza accertata dal diritto a essere indennizzati."
category: "Italia"
category_url: https://ilcorrente.it/categoria/inrikes
author: "Chiara Romano"
published: 2026-07-19T09:34:00.000Z
updated: 2026-07-19T09:34:00.000Z
canonical: https://ilcorrente.it/articolo/sollecito-assolto-e-mai-risarcito-perche-in-italia-si-puo-restare-senza-riparazi
tags: ["Raffaele Sollecito", "ingiusta detenzione", "giustizia", "Cassazione", "diritti"]
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# Sollecito, assolto e mai risarcito: perche in Italia si puo restare senza riparazione

Raffaele Sollecito è tornato a parlare del risarcimento che non ha mai ottenuto per i quasi quattro anni passati in carcere prima dell'assoluzione definitiva del 2015, definendolo un cortocircuito morale. La sua domanda di riparazione per ingiusta detenzione fu respinta nel 2017: secondo i giudici, con le sue dichiarazioni iniziali aveva contribuito alla propria carcerazione. È la clausola che in Italia separa l'innocenza accertata dal diritto a essere indennizzati.

## La posizione di Sollecito

[Raffaele Sollecito è tornato sulla vicenda del risarcimento mai arrivato](https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2026/07/19/sollecito-io-assolto-in-caso-meredith-e-mai-risarcito-e-cortocircuito-morale_2e877be0-565e-420c-8e31-b51067de7ad8.html), definendo la sua condizione un cortocircuito morale: assolto in via definitiva, e tuttavia mai indennizzato per il tempo trascorso in carcere.

Sollecito fu arrestato nel novembre 2007 nell'ambito delle indagini sull'omicidio di Meredith Kercher, la studentessa britannica uccisa a Perugia. Restò detenuto fino al 2011, quasi quattro anni. Dopo un percorso processuale che attraversò più gradi di giudizio e un annullamento con rinvio, la Corte di cassazione pronunciò l'assoluzione definitiva il 27 marzo 2015.

Per quell'omicidio l'unica condanna definitiva è quella di Rudy Guede.

## Perché la domanda fu respinta

Dopo l'assoluzione, Sollecito presentò domanda di riparazione per ingiusta detenzione. La richiesta fu respinta, e [nel 2017 la Cassazione confermò il rigetto](https://www.giurisprudenzapenale.com/2017/09/15/la-sentenza-della-cassazione-sulla-richiesta-riparazione-ingiusta-detenzione-avanzata-raffaele-sollecito/).

La motivazione non rimette in discussione l'assoluzione, e va letta con precisione per capire il meccanismo. I giudici hanno ritenuto che alcune dichiarazioni rese nella fase iniziale delle indagini fossero contraddittorie e non veritiere, e che avessero contribuito a determinare o a prolungare la custodia cautelare. Questo, secondo la legge, basta a escludere l'indennizzo.

Sollecito ha sempre contestato quella lettura, osservando di non aver mai reso dichiarazioni che lo incriminassero e di essersi ritrovato, di fatto, riconosciuto innocente e insieme considerato responsabile della propria detenzione.

## Come funziona la riparazione

L'istituto è disciplinato dagli articoli 314 e 315 del codice di procedura penale. Ne ha diritto chi è stato assolto con sentenza irrevocabile perché il fatto non sussiste, non ha commesso il fatto, il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato, e chi ha subito una custodia cautelare poi riconosciuta illegittima.

Gli importi sono determinati dal giudice entro limiti fissati: [il tetto complessivo è di 516.456,90 euro](https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_14_3_1.page?contentId=GLO128094), e il parametro di riferimento comunemente applicato è di circa 235,82 euro per ogni giorno di carcere e circa la metà per ogni giorno di arresti domiciliari. La domanda va presentata alla corte d'appello entro due anni dal passaggio in giudicato della sentenza.

## La clausola che decide tutto

Il punto su cui la vicenda di Sollecito diventa un caso di sistema è il secondo comma dell'articolo 314: non ha diritto alla riparazione chi ha dato causa alla propria detenzione, o ha concorso a darle causa, con dolo o colpa grave.

Nata per evitare che venisse indennizzato chi si era volontariamente autoaccusato o aveva ostacolato le indagini, quella clausola ha nel tempo assunto un'applicazione ampia. Comportamenti reticenti, ricostruzioni imprecise o dichiarazioni cambiate nel corso degli interrogatori possono bastare a farla scattare, anche quando la persona viene poi riconosciuta estranea ai fatti.

Ne discende una conseguenza che a molti appare paradossale: l'accertamento dell'innocenza e il diritto a essere risarciti seguono due strade separate, e la seconda può interrompersi anche quando la prima è arrivata in fondo. Chi difende l'impianto normativo obietta che indennizzare chiunque abbia subito una custodia poi caduta significherebbe sanzionare a posteriori valutazioni cautelari che erano legittime nel momento in cui furono prese.

È una discussione aperta da anni, che torna puntualmente in Parlamento, e che il caso Sollecito rende semplicemente più visibile.

## Fonti

- [Sollecito, io assolto in caso Meredith e mai risarcito è cortocircuito morale](https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2026/07/19/sollecito-io-assolto-in-caso-meredith-e-mai-risarcito-e-cortocircuito-morale_2e877be0-565e-420c-8e31-b51067de7ad8.html)
- [La sentenza della Cassazione sulla richiesta di riparazione per ingiusta detenzione avanzata da Raffaele Sollecito](https://www.giurisprudenzapenale.com/2017/09/15/la-sentenza-della-cassazione-sulla-richiesta-riparazione-ingiusta-detenzione-avanzata-raffaele-sollecito/)
- [Riparazione per ingiusta detenzione](https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_14_3_1.page?contentId=GLO128094)

