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title: "Studenti di Gaza, il collo di bottiglia dei corridoi universitari italiani"
description: "Dal settembre 2025 l'Italia ha fatto uscire dalla Striscia 229 studenti universitari palestinesi, distribuiti in 21 atenei italiani e uno di San Marino. È il programma più strutturato in Europa, ma decine di ragazzi con la borsa già assegnata restano bloccati: pesano i tempi dei valichi e il requisito di italiano B2, che il ministero ha chiesto agli atenei di applicare con ragionevolezza."
category: "Esteri"
category_url: https://ilcorrente.it/categoria/utrikes
author: "Andrea Fontana"
published: 2026-07-19T01:20:00.000Z
updated: 2026-07-19T01:20:00.000Z
canonical: https://ilcorrente.it/articolo/studenti-di-gaza-il-collo-di-bottiglia-dei-corridoi-universitari-italiani
tags: ["Gaza", "università", "corridoi universitari", "Italia", "diritto allo studio", "Palestina"]
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# Studenti di Gaza, il collo di bottiglia dei corridoi universitari italiani

Dal settembre 2025 l'Italia ha fatto uscire dalla Striscia 229 studenti universitari palestinesi, distribuiti in 21 atenei italiani e uno di San Marino. È il programma più strutturato in Europa, ma decine di ragazzi con la borsa già assegnata restano bloccati: pesano i tempi dei valichi e il requisito di italiano B2, che il ministero ha chiesto agli atenei di applicare con ragionevolezza.

## Un programma che funziona

Il numero è preciso e vale la pena partire da lì. [Da settembre 2025 sono 229 gli studenti universitari palestinesi usciti dalla Striscia di Gaza e arrivati in Italia](https://www.esteri.it/en/sala_stampa/archivionotizie/comunicati/2026/05/usciti-da-gaza-72-giovani-universitari-palestinesi-studieranno-in-italia-salgono-a-229-i-giovani-evacuati-dalla-striscia-da-settembre/): 157 in quattro operazioni fra settembre e dicembre 2025, altri 72 nel maggio 2026. Sono distribuiti in ventuno atenei italiani e in uno della Repubblica di San Marino.

Il programma si chiama IUPALS, Italian Universities for Palestinian Students, ed è nato dalla collaborazione fra la Farnesina, il ministero dell'Università e la Conferenza dei rettori. Le università ospitanti coprono tasse, alloggio e accompagnamento allo studio. In Europa non esistono molti schemi paragonabili per dimensione e continuità.

Anche la logistica racconta quanto sia complicato: l'ultima operazione è passata dal valico di Kerem Shalom, poi dal ponte di Allenby verso la Giordania, con una notte ad Amman prima dei voli su Roma e Milano.

## Dove si inceppa

Il punto è che il programma seleziona più studenti di quanti riesca a farne uscire. Diverse decine di ragazzi risultano ancora nella Striscia pur avendo già una borsa e una lettera di ammissione: [è il "limbo" descritto da chi ha seguito i loro casi nelle ultime settimane](https://www.internazionale.it/notizie/annalisa-camilli/2026/07/16/studenti-palestinesi-striscia-di-gaza-italia).

I due colli di bottiglia sono di natura diversa. Il primo è fisico e diplomatico: le uscite dalla Striscia dipendono da autorizzazioni e da finestre che si aprono e si chiudono, e ogni operazione richiede settimane di preparazione per poche decine di persone.

Il secondo è burocratico, e riguarda l'Italia. Per l'immatricolazione gli atenei devono verificare la conoscenza dell'italiano al livello B2: un requisito ordinario, che però diventa una barriera assurda per chi ha passato due anni sotto le bombe, con le scuole e le università distrutte e nessuna sede d'esame funzionante.

## La circolare del ministero

Su questo il ministero dell'Università è intervenuto. [Con una nota del 7 luglio 2026 ha chiesto agli atenei di tenere conto «delle particolari condizioni vissute da questi studenti»](https://www.ansa.it/canale_legalita_scuola/notizie/universita_news/2026/07/07/circolare-mur-ad-atenei-tenere-conto-condizioni-degli-allievi-palestinesi_08112a57-5956-4c34-bbf2-3f0d556de90b.html), applicando «criteri di ragionevolezza, proporzionalità e adeguato apprezzamento del contesto di provenienza».

In concreto: guerra, sfollamento forzato e interruzione delle attività educative vanno considerati fra i fattori che hanno inciso sulle opportunità formative, e la valutazione deve spostarsi dal possesso di una certificazione alla capacità effettiva di affrontare il corso di studi. Gli atenei sono invitati a predisporre percorsi di rafforzamento linguistico dopo l'ammissione, cioè a fare in Italia ciò che a Gaza non si può fare.

## Cosa resta da sciogliere

La circolare è un atto di indirizzo, non un obbligo: l'applicazione dipende ora dalle singole università, e sarà quella a determinare se i ragazzi bloccati partiranno per l'anno accademico che comincia fra poche settimane oppure perderanno un altro anno.

Il resto dipende da variabili che nessun ministero italiano controlla. Ed è la ragione per cui, dietro un programma che ha già funzionato 229 volte, restano ancora storie individuali sospese fra un diritto riconosciuto sulla carta e un valico che non si apre.

## Fonti

- [Usciti da Gaza 72 giovani universitari palestinesi, salgono a 229 gli evacuati dalla Striscia da settembre](https://www.esteri.it/en/sala_stampa/archivionotizie/comunicati/2026/05/usciti-da-gaza-72-giovani-universitari-palestinesi-studieranno-in-italia-salgono-a-229-i-giovani-evacuati-dalla-striscia-da-settembre/)
- [Circolare Mur ad atenei, tenere conto condizioni degli allievi palestinesi](https://www.ansa.it/canale_legalita_scuola/notizie/universita_news/2026/07/07/circolare-mur-ad-atenei-tenere-conto-condizioni-degli-allievi-palestinesi_08112a57-5956-4c34-bbf2-3f0d556de90b.html)
- [Il limbo degli studenti palestinesi che aspettano di arrivare in Italia](https://www.internazionale.it/notizie/annalisa-camilli/2026/07/16/studenti-palestinesi-striscia-di-gaza-italia)

