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title: "Utøya, quindici anni dopo il ricordo di Stoltenberg"
description: "Il 22 luglio 2011 la Norvegia subì il duplice attacco di Oslo e Utøya: 77 morti, in gran parte giovani del campo laburista sull'isola. A quindici anni di distanza, l'ex premier Jens Stoltenberg torna a quel dolore. Quest'anno viene inaugurato un museo permanente dedicato alle vittime."
category: "Esteri"
category_url: https://ilcorrente.it/categoria/utrikes
author: "Sara Rinaldi"
published: 2026-07-22T01:07:13.000Z
updated: 2026-07-22T01:07:13.000Z
canonical: https://ilcorrente.it/articolo/utoya-quindici-anni-dopo-il-ricordo-di-stoltenberg
tags: ["Norvegia", "Utøya", "memoria", "estremismo"]
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# Utøya, quindici anni dopo il ricordo di Stoltenberg

Il 22 luglio 2011 la Norvegia subì il duplice attacco di Oslo e Utøya: 77 morti, in gran parte giovani del campo laburista sull'isola. A quindici anni di distanza, l'ex premier Jens Stoltenberg torna a quel dolore. Quest'anno viene inaugurato un museo permanente dedicato alle vittime.

## Il 22 luglio 2011

Ci sono date che un Paese non dimentica. Per la Norvegia è il 22 luglio 2011, il giorno del suo attacco terroristico più grave in tempo di pace. In poche ore due azioni coordinate colpirono il cuore del Paese: prima l'esplosione di un'autobomba davanti alla sede del governo, a Oslo, poi la strage sull'isola di Utøya, dove era in corso il campo estivo dei giovani laburisti.

Le vittime furono [77 in tutto](https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2026/07/21/quindici-anni-fa-utoya-il-dolore-e-il-ricordo-di-jens-stoltenberg_83ccc266-30e6-4704-a0e8-f62df16708ac.html), otto a Oslo e le altre, in grande maggioranza ragazzi e ragazze, sull'isola. A colpire fu Anders Behring Breivik, un estremista di destra, autore del massacro più sanguinoso della storia recente norvegese.

## Le parole di Stoltenberg

In quei giorni il primo ministro era Jens Stoltenberg, che allora guidò la risposta del Paese e che oggi, a quindici anni di distanza, è tornato su quel dolore con parole personali.

Tra le vittime c'era Monica Bøsei, cinquant'anni, conosciuta come "la madre di Utøya" per il ruolo che aveva nell'organizzazione del campo, e legata a Stoltenberg da un'amicizia che risaliva agli anni Ottanta. Fu tra i primi a essere uccisa. "Quando Monica è morta, la violenza ha assunto un volto", ha ricordato l'ex premier.

Il suo messaggio, però, guarda anche al presente. Bisogna "continuare a combattere gli estremisti ogni giorno", ha detto, perché non è qualcosa che si può fare una volta per tutte, e occorre difendere i valori e le istituzioni democratiche "senza mai perdere la speranza".

## La risposta di un Paese

Ciò che colpì il mondo, nel 2011, non fu soltanto l'orrore, ma il modo in cui la Norvegia scelse di reagire. Non con la vendetta o con leggi d'emergenza, ma con la fermezza della democrazia: il rispetto delle regole, un processo ordinario, la memoria. Breivik, in un Paese senza pena di morte, fu condannato alla massima pena prevista, con la possibilità che la detenzione venga prolungata finché sarà ritenuto pericoloso.

I ragazzi uccisi a Utøya erano il futuro politico del Paese: militanti giovanissimi, impegnati, pieni di speranza. Era proprio quello che l'attentatore voleva colpire.

## Un museo per non dimenticare

Il quindicesimo anniversario è segnato anche da un gesto che guarda avanti: l'inaugurazione di un museo permanente dedicato alle 77 vittime, un luogo che raccoglie i nomi e le storie di chi non è tornato.

È il modo scelto dalla Norvegia per tenere insieme le due cose che questa data impone: il lutto e la responsabilità. Ricordare, per continuare a difendere ciò che quel giorno fu attaccato.

## Fonti

- [Quindici anni fa Utøya, il dolore e il ricordo di Jens Stoltenberg](https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2026/07/21/quindici-anni-fa-utoya-il-dolore-e-il-ricordo-di-jens-stoltenberg_83ccc266-30e6-4704-a0e8-f62df16708ac.html)

