Un pezzo unico della vita quotidiana dell'antica Roma torna accessibile al pubblico. Nel Parco archeologico di Ercolano riapre, dopo circa trent'anni, la Casa del mobilio carbonizzato, come riferisce l'ANSA.
Un tesoro di legno e cenere
La casa deve il suo nome ai mobili che vi furono ritrovati: un letto ad alta spalliera e un tavolino, entrambi in legno, carbonizzati dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e proprio per questo giunti fino a noi, quando normalmente i materiali organici come il legno non sopravvivono ai secoli. Su questi arredi si conservano ancora tracce del tessuto e della rete di corda originaria, uno spaccato rarissimo e commovente della quotidianità di quasi duemila anni fa. I mobili furono rinvenuti negli anni Trenta del Novecento.
Una domus raffinata
La Casa del mobilio carbonizzato è una dimora di età repubblicana, articolata attorno a un atrio con giardino e larario a forma di tempietto, con un loggiato al piano superiore e ambienti riccamente decorati. Al suo interno si trovano un triclinio impreziosito da un mosaico con emblema marmoreo e un elegante oecus, la sala di rappresentanza, con pareti dipinte in Quarto Stile. Un insieme che restituisce l'immagine di una casa di pregio e del gusto raffinato dei suoi antichi proprietari.
Il restauro
La riapertura è il frutto di un articolato intervento di restauro e conservazione, condotto dal Parco archeologico di Ercolano, diretto da Federica Colaiacomo, nell'ambito della collaborazione pubblico-privata con il Packard Humanities Institute, attivo nel sito da 25 anni. I lavori hanno riguardato tra l'altro la ricostruzione dei solai lignei, la sostituzione degli architravi compromessi, il restauro delle colonne e la messa in sicurezza delle superfici decorate, con soluzioni pensate anche per rendere più agevole il monitoraggio futuro dei fragili reperti.
Un percorso di riaperture
L'intervento sulla Casa del mobilio carbonizzato si inserisce in un programma più ampio di valorizzazione delle domus del sito. Già nel marzo 2025 erano tornate visitabili altre due case, e ulteriori aperture sono attese nei prossimi mesi. Ercolano conferma così la sua straordinaria capacità di raccontare non solo le architetture e le pietre dell'antichità, ma anche la materia più fragile e umana del passato, restituendo ai visitatori gesti e oggetti della vita di tutti i giorni.



