Un festival che attraversa l'Italia
Cala il sipario su una delle rassegne culturali più longeve del Paese. La Milanesiana, il festival ideato e diretto da Elisabetta Sgarbi, ha chiuso il 22 luglio la sua 27esima edizione, confermandosi come una manifestazione capace di intrecciare letteratura, cinema, musica, arte e scienza in un unico percorso.
Il tema di quest'anno è stato "Il desiderio e la legge". Sgarbi ne ha riassunto lo spirito nell'idea del desiderio di vivere molte vite: l'immagine di una cultura che permette di abitare esperienze diverse, di attraversare mondi e sguardi non nostri.
I numeri di un'edizione diffusa
La rassegna non è rimasta confinata a Milano. L'edizione ha toccato 18 città con 64 eventi, raggiungendo oltre centomila presenze: una geografia larga, che ha portato il festival ben oltre i confini del capoluogo lombardo.
Il festival ha inoltre celebrato alcuni anniversari significativi delle sue tappe, tra cui i dieci anni a Bormio, i nove ad Ascoli Piceno e i sette in Emilia-Romagna: un radicamento nei territori costruito nel tempo, edizione dopo edizione.
La cultura dove di solito non arriva
Uno degli aspetti più caratteristici di questa edizione è stata la scelta di portare la Milanesiana anche in luoghi che di norma restano ai margini dei circuiti culturali. Il festival è entrato nell'ospedale Humanitas e nel carcere di San Vittore, trasformando la rassegna in un gesto di apertura verso chi, per malattia o per restrizione della libertà, non può raggiungere teatri e sale.
È una vocazione che distingue la Milanesiana da molte altre manifestazioni: l'idea che la cultura non sia soltanto intrattenimento per un pubblico già coinvolto, ma anche uno spazio pubblico da condividere il più possibile.
Gli ospiti
Il cartellone ha riunito nomi di primo piano della cultura internazionale. Tra gli ospiti, il premio Nobel per la letteratura Abdulrazak Gurnah e lo scrittore David Szalay, vincitore del Booker Prize, insieme ad autori italiani come Sandro Veronesi, Paolo Giordano ed Edoardo Nesi.
Ampio anche il fronte del cinema, con registi come Martin Scorsese, Park Chan-wook, Abel Ferrara, Jean-Jacques Annaud, Régis Wargnier e Maurizio Nichetti. Una varietà di voci che riflette la natura ibrida del festival, dove la parola scritta dialoga con l'immagine e con la musica.
Il senso di un percorso
Alla sua ventisettesima edizione, la Milanesiana conferma una formula che ha pochi eguali: mescolare discipline, generazioni e linguaggi tenendoli insieme sotto un tema comune. "Il desiderio e la legge" ha offerto la cornice; la volontà di vivere molte vite ne è stata l'anima.
Il festival si chiude, ma il filo che lo attraversa resta teso verso la prossima stagione, in un'idea di cultura che continua a cercare nuovi luoghi e nuovi pubblici.



