Una storia, quattro dialetti

Topolino torna a parlare le lingue di casa. Il numero 3686 del settimanale, in uscita il 15 luglio, propone una stessa storia in quattro versioni dialettali: friulano, potentino, perugino e campobassano. Ogni edizione locale sarà distribuita unicamente nelle edicole della rispettiva area regionale, mentre nel resto d'Italia arriverà la versione in italiano.

Il racconto scelto

La storia adattata è "Zio Paperone e la giornata piena", scritta da Augusto Macchetto e disegnata da Giampaolo Soldati. Non una traduzione qualsiasi, ma un lavoro pensato per far suonare il racconto come lo direbbe chi quelle lingue le parla ogni giorno. A firmare la copertina speciale del numero è Andrea Freccero, con Qui, Quo e Qua protagonisti.

Il lavoro dei linguisti

A garantire il rigore dell'operazione è un gruppo di studiosi. Il coordinamento linguistico è affidato a Riccardo Regis, professore ordinario di Linguistica italiana dell'Università di Torino, affiancato da specialisti per ciascuna varietà: Federico Vicario per il friulano, Potito Paccione per il potentino, Giulio Vaccaro per il perugino e Antonietta Marra per il campobassano. Un lavoro che tratta i dialetti non come parlate minori, ma come sistemi linguistici da rendere con precisione.

Non è la prima volta

L'iniziativa promossa da Panini non nasce oggi: Topolino ha già dedicato in passato numeri alle lingue locali di diverse aree del Paese, in un percorso che di volta in volta ha coinvolto varietà differenti. Il fumetto, con la sua popolarità trasversale e la sua capacità di arrivare ai più giovani, diventa così un veicolo per far dialogare intrattenimento e patrimonio linguistico.

Perché conta

Dietro l'operazione c'è un'idea semplice e potente: dare dignità di lingua scritta a parlate spesso confinate all'oralità. Per un lettore che ritrova sulla pagina le parole della propria comunità, l'effetto va oltre la curiosità: è il riconoscimento che quelle lingue fanno parte, a pieno titolo, della cultura viva del Paese. Un modo leggero, ma non banale, di ricordare che l'Italia è anche un mosaico di idiomi da custodire.