Un modello nuovo per il polo museale
La Grande Brera prova una strada inedita per la gestione dei propri servizi. Il polo culturale milanese, nato dall'unione tra la Pinacoteca di Brera e Palazzo Citterio, ha avviato un partenariato pubblico-privato speciale, presentato il 14 luglio. Si tratta della prima volta che questo strumento, previsto dall'articolo 134 del Codice dei contratti pubblici, viene applicato a un museo statale a Milano.
Quali servizi coinvolge
L'accordo riguarda una serie di spazi e attività che compongono l'esperienza del visitatore. Rientrano nel perimetro del partenariato il Bar Fernanda, all'interno della Pinacoteca, il giardino di Palazzo Citterio con il suo bistrot e le aree di accoglienza, il futuro Grande Brera Design Store e la stessa programmazione culturale, fatta di mostre, conferenze e spettacoli dal vivo. L'obiettivo è integrare i servizi al pubblico con l'offerta espositiva, migliorando accoglienza e proposta culturale.
La visione della direzione
Per il direttore Angelo Crespi, il partenariato punta a rendere sostenibile la gestione del polo senza rinunciare alla sua missione pubblica, così da mantenere il patrimonio un bene comune accessibile alle generazioni presenti e future. L'idea di fondo è affiancare alle risorse pubbliche competenze e capacità di investimento dei privati, generando servizi più efficienti e un'offerta più ampia, in un equilibrio tra sostenibilità economica e interesse collettivo.
Che cos'è la Grande Brera
Il progetto della Grande Brera ha preso forma con l'apertura al pubblico di Palazzo Citterio, il 7 dicembre 2024: il nuovo spazio, dedicato in particolare all'arte del Novecento, si affianca alla storica Pinacoteca, ampliando in modo sostanziale la superficie espositiva del complesso di Palazzo Brera. Ne nasce un polo integrato che tiene insieme collezioni, luoghi della cultura e servizi, con l'ambizione di rilanciare uno dei musei più importanti d'Italia.
Un test per i musei italiani
L'esperimento di Brera va oltre il caso milanese. Applicare a un grande museo statale un modello di partenariato pubblico-privato significa mettere alla prova una formula gestionale che potrebbe fare scuola, in un momento in cui le istituzioni culturali cercano equilibri tra tutela, sostenibilità economica e apertura al pubblico. Restano da definire tempi e dettagli operativi, ma la direzione indicata è quella di un museo capace di essere insieme custode del patrimonio e spazio vivo di produzione culturale.



