L'esercitazione Exe Po 2026

Simulare una grande piena del Po per mettere alla prova uomini, mezzi e infrastrutture: è l'obiettivo di Exe Po 2026, l'esercitazione della Protezione Civile sul rischio idrogeologico nel bacino del fiume, svolta il 30 giugno. La prova si è concentrata su tre aree critiche — Torino, Viadana in provincia di Mantova e il Delta del Po — coinvolgendo Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.

Il ruolo di Italgas

Nell'esercitazione ha operato anche Italgas, presente nelle Sale Operative Regionali e nei Centri di Coordinamento dei Soccorsi. L'azienda ha contribuito alle attività di monitoraggio e messa in sicurezza delle infrastrutture di distribuzione del gas sul territorio interessato, gestendo gli impianti da remoto attraverso il proprio Centro di comando e controllo impianti e reti digitali (Cird). Tra le procedure testate, il trasferimento della supervisione tra due centri Cird nazionali, per verificare la continuità operativa in caso di emergenza.

Le tecnologie in campo

Sul piano tecnologico, la prova ha messo alla prova la piattaforma Dana per il controllo da remoto degli impianti, il 3D Asset Mapping per la rappresentazione digitale delle reti sotterranee e la tecnologia Picarro per il monitoraggio preventivo e la rilevazione delle dispersioni di gas. Strumenti pensati per garantire la funzionalità delle reti essenziali anche in scenari di piena, in un'area storicamente esposta al rischio alluvionale come quella del Po.