I cavi in fibra ottica che portano internet nelle case italiane potrebbero presto fare anche un altro mestiere: quello di sensori diffusi sul territorio. FiberCop, l'operatore all'ingrosso della rete, e Nokia hanno firmato un accordo per sperimentare il cosiddetto fiber sensing, come riporta MondoMobileWeb.

Come una fibra diventa un sensore

L'idea si basa su un principio fisico elegante. La luce che viaggia dentro una fibra ottica è sensibile a ciò che accade intorno al cavo: una vibrazione, una variazione di temperatura, una sollecitazione meccanica alterano in modo minimo il segnale luminoso. Analizzando queste variazioni con appositi sistemi, e con l'aiuto dell'intelligenza artificiale, è possibile "ascoltare" il terreno lungo l'intero percorso del cavo, trasformando una singola linea in migliaia di punti di misura. È la logica del distributed sensing, che non richiede di installare nuovi sensori ma sfrutta l'infrastruttura già posata.

A cosa può servire

Gli ambiti di applicazione previsti dall'intesa sono sostanzialmente due. Il primo riguarda la protezione della rete stessa: il sistema può rilevare, localizzare e classificare eventi come frane, alberi caduti, scavi non autorizzati o manomissioni, permettendo interventi più rapidi e riducendo la necessità di sopralluoghi. Il secondo è il monitoraggio ambientale e infrastrutturale: la stessa fibra può contribuire a rilevare fenomeni come vento, sbalzi di temperatura, attività sismica, allagamenti, perdite nelle condotte idriche e persino il traffico stradale, come sintetizza Digital-News.

Perché è interessante

Il punto di forza è proprio il riuso dell'esistente. In un Paese ad alto rischio sismico e idrogeologico come l'Italia, poter contare su una rete capillare di rilevamento senza dover costruire da zero una nuova infrastruttura di sensori è un vantaggio concreto. Per le aziende idriche, per esempio, individuare in tempo reale una perdita lungo una condotta significa ridurre gli sprechi; per la sicurezza della rete di telecomunicazioni, accorgersi subito di uno scavo sopra un cavo può evitare interruzioni di servizio.

Una sperimentazione agli inizi

Per ora si tratta di un memorandum d'intesa: le prove si svolgeranno in ambienti controllati, compresi laboratori dedicati e tratti di fibra isolati, per valutare le diverse tecnologie in termini di prestazioni, precisione e casi d'uso più promettenti. Tempistiche e aree geografiche della sperimentazione non sono state precisate. Resta però la direzione: le reti di telecomunicazione, nate per trasportare dati, si candidano a diventare anche uno strumento di conoscenza e sorveglianza del territorio.