Roma perde una delle sue figure artistiche più originali. È morto a 82 anni Fausto Delle Chiaie, considerato il primo street artist della Capitale, come riportano l'ANSA e le principali testate d'arte.
Il museo sul marciapiede
Molto prima che la street art diventasse un fenomeno di tendenza, Delle Chiaie aveva scelto la strada come sua galleria. Per anni il suo spazio è stato l'area attorno a piazza Augusto Imperatore, non lontano dall'Ara Pacis: lì componeva ogni giorno installazioni estemporanee con oggetti di recupero, materiali di scarto e piccoli assemblaggi ironici, offerti allo sguardo dei passanti. Un museo a cielo aperto, gratuito, che invitava chiunque a fermarsi.
L'artista dell'"infra-azione"
Nel 1986 aveva firmato il suo Manifesto Infrazionista, teorizzando l'idea di "infra-azione": collocare un'opera nello spazio pubblico e poi farsi da parte, lasciandola vivere nell'incontro con la gente. Il critico Achille Bonito Oliva ha parlato, a proposito del suo lavoro, di una "democrazia dello sguardo": un modo di abbattere le gerarchie tra artista e pubblico, tra l'opera e chi la incrocia per caso.
Un riconoscimento arrivato tardi
Rimasto a lungo fuori dai circuiti ufficiali e in condizioni economiche difficili, Delle Chiaie ha ottenuto un riconoscimento istituzionale solo negli ultimi anni, con l'assegnazione dei benefici della cosiddetta Legge Bacchelli, pensata per gli artisti che hanno dato lustro alla cultura. Nel suo percorso figurano anche una partecipazione alla Biennale di Venezia e l'ingresso di una sua opera in collezioni pubbliche.
L'eredità
La sua scomparsa lascia un vuoto nel paesaggio quotidiano del centro di Roma, dove le sue composizioni erano diventate un appuntamento familiare per residenti e turisti. Delle Chiaie ha incarnato l'idea che l'arte possa esistere fuori dal mercato e dalle sale espositive, come gesto quotidiano e condiviso. Un lascito che continua a parlare a chi crede nella strada come spazio di incontro e di bellezza.



