Uno dei più noti divulgatori scientifici italiani torna a richiamare l'attenzione sull'emergenza ambientale, ma con uno sguardo che va oltre l'allarme. Stefano Mancuso avverte che la coscienza ambientale non è ancora abbastanza forte, come riferisce l'ANSA.
Il monito
Intervenendo al festival Il Libro Possibile, a Polignano a Mare, il neurobiologo vegetale ha presentato il suo nuovo saggio, Il cantico della terra, edito da Laterza, un'opera ispirata al Cantico delle creature di San Francesco. Proprio da qui è partita la sua riflessione: "La coscienza ambientale non è abbastanza forte", ha affermato, sottolineando come la consapevolezza collettiva sulla necessità di proteggere il pianeta resti ancora insufficiente rispetto a ciò che la scienza indica come urgente.
Il dato che preoccupa
A rendere concreta questa osservazione è la sua esperienza diretta di docente. Mancuso ha raccontato che, tra i suoi studenti universitari, la quota di chi mostra un interesse davvero significativo per i temi ambientali è bassa: "il 15%, il 20%, non di più". Un numero che, per uno studioso che da anni si occupa del mondo vegetale e del suo ruolo per la vita sul pianeta, rappresenta un segnale d'attenzione sulla distanza che ancora separa la conoscenza dall'impegno concreto.
Cambiare non significa rinunciare
Il ragionamento di Mancuso, però, non si ferma alla denuncia. Lo studioso ribalta la narrazione che associa la transizione ecologica al sacrificio: "Questo cambiamento ci porterebbe ad avere una maggiore felicità", ha osservato. Un modo di vivere più attento all'ambiente e all'interdipendenza tra esseri umani e natura non sarebbe, nella sua visione, una perdita, ma un guadagno in termini di benessere e qualità della vita.
Chi è Stefano Mancuso
Biologo e saggista, professore di arboricoltura all'Università di Firenze, Mancuso è tra i fondatori della neurobiologia vegetale, la disciplina che studia il comportamento e le capacità delle piante. Divulgatore molto seguito, ha di recente affiancato Lillo Petrolo nella conduzione della serie televisiva La pelle del mondo su Rai 3, dedicata alla biosfera e al ruolo delle piante nel futuro dell'umanità. Le sue parole a Polignano a Mare suonano così come un invito: trasformare finalmente la consapevolezza, spesso solo teorica, in scelte e comportamenti concreti.



