Un'area che cresce più del Paese

Il cuore produttivo della Lombardia tiene la rotta anche in una fase di incertezza. Secondo il rapporto annuale Milano Produttiva, il prodotto interno lordo dell'area di Milano, Monza Brianza e Lodi è cresciuto dello 0,7% nel 2025, sopra la media nazionale ferma allo 0,5%. Lo studio, giunto alla trentaseiesima edizione, è curato dal servizio studi della Camera di commercio di Milano Monza Brianza e Lodi e fotografa un territorio che pesa in modo decisivo sull'economia italiana: da solo concentra circa il 45% dell'occupazione lombarda e l'8,5% di quella nazionale.

Imprese in aumento

Il segnale più chiaro arriva dal tessuto imprenditoriale. Nel 2025 l'area ha registrato un saldo positivo di 10.007 imprese, in miglioramento rispetto alle 8.428 dell'anno precedente, con un tasso di crescita del 2,1%: più del doppio della media nazionale (0,96%) e superiore anche a quella regionale (1,41%). Il trend prosegue nella prima metà del 2026, con 17.555 nuove iscrizioni a fronte di 13.792 cessazioni e un saldo di 3.763 unità. Il solo comune di Milano contribuisce con 14.198 iscrizioni e un saldo di 3.336 imprese.

Più occupati

Positivo anche il fronte del lavoro. Nel 2025 l'occupazione nell'area è cresciuta dell'1%, portando il totale degli addetti oltre i due milioni. Una dinamica che, sostenuta soprattutto dal settore dei servizi, si traduce in un traino per consumi e stabilità sociale, confermando la capacità dell'area metropolitana di generare lavoro anche in un contesto di rallentamento generale.

Il nodo dell'energia

Il quadro non è però privo di ombre. Il rapporto indica nei costi dell'energia, giudicati ancora troppo elevati, la principale criticità per la competitività del sistema produttivo, con un peso particolare sulle imprese più energivore. La strada indicata è quella di rafforzare la capacità di produzione, dallo sviluppo delle rinnovabili fino al nucleare, per rendere più stabile e sostenibile l'approvvigionamento.

Una solidità da difendere

Nel complesso, l'area si conferma tra i motori dell'economia nazionale, forte di una rete di imprese diffusa, di capitale umano qualificato e di infrastrutture competitive. La sfida, avvertono gli analisti, è consolidare questa tenuta senza sottovalutare le vulnerabilità legate ai costi strutturali e alla volatilità dei mercati internazionali, in uno scenario reso più incerto anche dalle tensioni geopolitiche in corso.