Un sistema che regge
Il sistema previdenziale italiano sta in piedi ed è solido. È la rassicurazione arrivata dal presidente dell'Inps Gabriele Fava nel corso del Forum organizzato dall'ANSA, dove ha però invitato a non sottovalutare le sfide del presente e del futuro. Un messaggio in due tempi: da un lato la tenuta dei conti, dall'altro la consapevolezza che la partita vera si gioca fuori dal perimetro strettamente pensionistico.
Prima il lavoro, poi la pensione
Il ragionamento di Fava ribalta l'ordine con cui spesso si guarda al tema. Per garantire pensioni dignitose ai più giovani, ha spiegato, occorre concentrarsi prima di tutto sul lavoro: un'occupazione stabile e regolare è la premessa di una carriera contributiva solida. Accanto al pilastro pubblico, il presidente dell'Inps ha richiamato l'importanza di sviluppare la previdenza complementare collettiva e quella individuale, in modo che i diversi livelli si integrino tra loro.
Asili e smart working per non uscire dal lavoro
Centrale, nel discorso, il nodo della partecipazione femminile al mercato del lavoro. Fava ha indicato negli asili di prossimità, i cosiddetti asili condominiali, uno strumento che funziona bene come collante per facilitare il rientro al lavoro dopo la maternità, e ha definito lo smart working una grande opportunità nella stessa direzione. Non a caso l'Istituto segnala un divario di genere ancora ampio negli assegni: le pensioni delle donne risultano in media inferiori del 34% rispetto a quelle degli uomini, il riflesso di anni di minore contribuzione legata ai carichi familiari.
L'Inps come "officina del welfare"
Sullo sfondo, l'idea di un Istituto che cambia pelle e si propone come officina del welfare attivo, capace di accompagnare i cittadini lungo tutto l'arco della vita, dalla nascita fino alla pensione di reversibilità. Un ruolo che Fava ha voluto misurare anche con qualche numero: l'Inps segue oltre 52 milioni di utenti e mette a disposizione 470 servizi, mentre la sua app ha superato i 5,5 milioni di download in poco più di un anno e circa 300 milioni di accessi, con una quota rilevante di utenti under 34.
È il segno di un sistema che, oltre a erogare prestazioni, prova a dialogare con una platea sempre più ampia. Ma la sostenibilità di lungo periodo, avverte l'Inps, dipenderà soprattutto dalla capacità del Paese di rimettere al centro lavoro e natalità: senza più occupati e più nascite, nessuna riforma dell'età pensionabile, da sola, potrà bastare.



