Un ruolo inedito per la Triennale

La Triennale di Milano avrà per la prima volta un direttore creativo, e sarà Michele De Lucchi. La nomina è stata annunciata dal presidente Vincenzo Trione durante una conferenza stampa dedicata alle nuove linee strategiche dell'istituzione. Accanto a questo incarico, De Lucchi assume anche la responsabilità del Museo del Design Italiano ed entra nel comitato scientifico della Triennale: un ruolo di regia culturale complessiva, pensato per dare coerenza alla programmazione del Palazzo dell'Arte.

Chi è Michele De Lucchi

Nato a Ferrara nel 1951, De Lucchi è tra i protagonisti del design italiano degli ultimi decenni. Negli anni Ottanta partecipa alla stagione più sperimentale del progetto, quella del gruppo Memphis, e a lungo dirige il design della Olivetti. Sue sono icone entrate nella storia del disegno industriale, come la lampada Tolomeo, e negli anni ha ricevuto per tre volte il Compasso d'Oro, il massimo riconoscimento italiano del settore. Il suo lavoro attraversa product design, architettura e allestimenti, con un'attenzione costante al rapporto tra progetto, materia e dimensione umana.

Il nuovo comitato scientifico

La nomina si inserisce in un più ampio riassetto della governance culturale. Insieme a De Lucchi, la Triennale ha definito un comitato scientifico che vede Manuela Lucà-Dazio come curatrice per l'architettura e Andrea Viliani come curatore per l'arte contemporanea. A completare il quadro, un gruppo di consulenti per ambiti specifici: Paolo Mereghetti per il cinema, Carlo Antonelli per la musica e Luca Stoppini per la moda.

Una direzione per i prossimi anni

La scelta di introdurre una direzione creativa segnala la volontà della Triennale di presentarsi come un laboratorio interdisciplinare, capace di far dialogare design, arte, architettura e cultura visiva. Affidare la regia a una figura come De Lucchi, che unisce esperienza progettuale e visione, è il modo con cui l'istituzione prova a rilanciare il proprio ruolo di riferimento nazionale e internazionale sul design, in una fase in cui la disciplina è chiamata a confrontarsi con temi come la sostenibilità e l'impatto delle nuove tecnologie.