Un forfait che pesa

Nel giorno in cui la Francia celebra la sua festa nazionale, il tavolo dei cosiddetti Volenterosi si riunisce a Parigi senza Giorgia Meloni. La presidente del Consiglio ha scelto di non prendere parte al vertice, delegando la rappresentanza dell'Italia al vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, ricevuto da Emmanuel Macron. Un'assenza che, in una giornata così carica di significati simbolici, non è passata inosservata nelle cancellerie europee.

Nasce lo scudo antimissile europeo

Dal vertice parigino è arrivato un annuncio di sostanza. Un gruppo di nove Paesi europei, insieme all'Ucraina, ha dato vita a una coalizione per la difesa contro i missili balistici russi, e tra i firmatari c'è anche l'Italia. L'obiettivo dichiarato è costruire uno scudo condiviso e rafforzare la protezione dei sistemi civili di Kiev. A mettere la firma per Roma è stato proprio Tajani, che ha letto l'intesa come un passo verso una difesa comune europea più matura.

Meloni sceglie Palermo

Mentre a Parigi si discuteva di architetture di sicurezza, la premier era a Palermo, dove ha presieduto il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica e ha preso parte a un momento di commemorazione. Una scelta che la stessa presidente del Consiglio ha rivendicato, legandola all'idea che la sicurezza dei cittadini si costruisca anche nel dialogo con i territori. Un modo per trasformare l'assenza in una presenza altrove, dentro i confini nazionali.

La linea italiana e la distanza da Parigi

Dietro il forfait si legge la cifra della postura italiana sul dossier ucraino. Roma conferma il sostegno a Kiev e l'adesione alle iniziative di difesa comune, come dimostra la firma sullo scudo antimissile, ma tiene una linea più prudente rispetto agli slanci di Macron sulla proiezione militare diretta. La partecipazione italiana passa più dai sistemi di difesa e dal supporto che non da impegni di truppe sul terreno.

È una posizione che segnala una distanza, misurata ma reale, rispetto all'asse franco-britannico e alle spinte più assertive emerse attorno al tavolo dei Volenterosi. L'Italia rivendica di esserci, con la firma e con gli impegni, ma sceglie di non stare nella foto di gruppo del 14 luglio parigino: una regia che tiene insieme la fedeltà al fronte occidentale e la volontà di ritagliarsi un margine autonomo di manovra.