Una materia che da anni è terreno di ricorsi e polemiche prova finalmente a darsi regole chiare. È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto sugli autovelox, come riferisce l'ANSA.
Cosa prevede il decreto
Il provvedimento, firmato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, disciplina le caratteristiche, i requisiti e le procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalità dei dispositivi usati per accertare il superamento dei limiti di velocità. In pratica, stabilisce come devono essere approvati, controllati e mantenuti in efficienza gli apparecchi, con criteri validi in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.
La fine di un'incertezza
È proprio l'uniformità il punto centrale. Fino a oggi, sottolinea il ministero, si è assistito a un uso di apparecchi diversi su strade diverse, con regole disomogenee da un ente all'altro: una situazione che ha alimentato confusione, contenziosi e una diffusa incertezza sulla validità delle multe. Il nuovo quadro punta a garantire solidità giuridica e amministrativa agli accertamenti, così che una sanzione basata sull'autovelox poggi su procedure chiare e documentabili.
Un apparecchio su tre spento
Il decreto ha anche una conseguenza concreta sul parco degli apparecchi installati. Secondo quanto riportato dalla Repubblica, l'applicazione delle nuove regole porterebbe allo spegnimento di circa tre dispositivi su dieci: quelli non in regola con i requisiti previsti, che non potranno più essere utilizzati per elevare sanzioni finché non saranno adeguati.
Cosa cambia per gli automobilisti
Per chi guida, la novità principale è la maggiore certezza. Con regole omogenee e la necessità di rispettare precise procedure di omologazione e taratura, diventa più chiaro quando un accertamento è valido e quando invece può essere contestato. Non si tratta di un via libera alle infrazioni, ma di un riordino che mira a rendere il sistema più trasparente, sia per gli automobilisti sia per i Comuni e gli enti che gestiscono i dispositivi. Restano da vedere, nei prossimi mesi, i tempi e le modalità con cui gli enti locali adegueranno gli apparecchi alle nuove regole.



