Milioni di chiamate fermate

Il filtro anti-spoofing dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha prodotto risultati concreti. Secondo i dati diffusi dall'Agcom e ripresi dall'ANSA, tra il 19 novembre e il 31 dicembre il sistema ha bloccato oltre 90 milioni di chiamate provenienti dall'estero che si presentavano con un numero mobile italiano, a cui si aggiungono più di 30 milioni di chiamate con numero fisso italiano o comunque anomalo. Numeri che danno la misura di quanto fosse diffuso il fenomeno delle telefonate mascherate.

Che cos'è lo spoofing

Il termine spoofing indica la falsificazione del numero chiamante: chi riceve la telefonata vede sul display un recapito italiano apparentemente normale, mentre la chiamata parte in realtà da una rete estera, spesso al servizio di call center irregolari o di veri e propri tentativi di truffa. Il meccanismo sfrutta la fiducia dell'utente verso i numeri nazionali, ed è diventato negli anni uno degli strumenti più usati dal telemarketing aggressivo.

Come funziona il filtro

Il sistema dell'Agcom si basa su un principio di coerenza tecnica. Una linea fissa italiana non può, per come è costruita la rete, originare una chiamata dall'estero; discorso analogo per i numeri mobili, salvo il caso di un utente realmente in roaming internazionale. Il filtro intercetta quindi le chiamate in ingresso dall'estero che dichiarano un numero italiano e le blocca quando la combinazione risulta impossibile. L'intervento è stato costruito in fasi successive, estendendo progressivamente il blocco dai numeri fissi a quelli mobili.

Fenomeno circoscritto, ma non sparito

Sul risultato è intervenuto il presidente dell'Agcom Giacomo Lasorella, che ha descritto il fenomeno come ormai circoscritto, segnalando come le comunicazioni indesiderate residue arrivino soprattutto dal territorio nazionale. È un cambiamento importante: con la quasi scomparsa delle chiamate spoofate dall'estero, il fronte del problema si sposta all'interno dei confini, dove diventa più semplice risalire agli operatori e ai call center che non rispettano le regole.

Per l'utente comune l'effetto è tangibile, con un numero minore di squilli indesiderati sul telefono. Il lavoro dell'Autorità, però, non è concluso: restano da presidiare le forme di disturbo che partono da numerazioni nazionali e quelle che sfruttano prefissi esteri reali, più difficili da intercettare con un filtro automatico.