L'incontro

Natuzzi ha incontrato i sindacati il 30 giugno, a Bari, nella sede di Confindustria. Come riferisce l'ANSA, l'azienda ha sintetizzato il proprio approccio con la formula «misurare le distanze e accorciarle», puntando a chiarire le azioni avviate, con un orizzonte di sei-dodici mesi. Il confronto arriva dopo il mancato accordo del 24 giugno al Ministero.

Il piano produttivo

Secondo quanto emerso, i prodotti premium resteranno fabbricati in Italia, mentre la fascia media verrà trasferita all'estero: una quota che, precisa l'azienda, riguarda il 13% degli attuali volumi produttivi italiani. Sul fronte degli stabilimenti, è prevista la chiusura definitiva del sito di Santeramo Iesce 2 e la chiusura temporanea, fino a tre anni, degli impianti di Altamura Graviscella e PS.

Le garanzie e i nodi

L'azienda assicura che i lavoratori saranno tutelati e che gli spostamenti non avverranno con un licenziamento collettivo né con azioni unilaterali. Resta però aperto il nodo delle tempistiche delle chiusure temporanee, proprio il punto su cui si era arenato il tavolo ministeriale. Per il distretto pugliese del mobile imbottito, la vertenza resta un banco di prova del dialogo industriale.