Vetrine pronte e cartelli degli sconti già affissi: dal 4 luglio partono i saldi estivi 2026 in quasi tutta Italia. Fa eccezione la Provincia autonoma di Bolzano, dove le vendite di fine stagione slittano al 16 luglio, secondo il calendario locale.

I numeri della stagione

Le associazioni di categoria guardano all'appuntamento come a un aiuto concreto per i conti dei negozi. Confcommercio parla di "boccata d'ossigeno per il commercio" e stima una spesa media di circa 201 euro a famiglia, per un giro d'affari complessivo intorno ai 3,2 miliardi di euro e milioni di nuclei coinvolti, secondo quanto riportato dall'ANSA.

Le cifre restano in linea con la stagione precedente, con oscillazioni minime. Sul fronte degli sconti, le associazioni dei consumatori segnalano ribassi medi contenuti, poco sopra il 18 per cento rispetto ai prezzi di listino praticati prima dei saldi.

Consumatori prudenti

Dietro l'ottimismo dei commercianti resta però la cautela delle famiglie. Una quota significativa di consumatori dichiara l'intenzione di limitare gli acquisti, soprattutto per effetto del carovita e dell'inflazione che ancora pesa sui bilanci domestici. Il risultato è una stagione in cui l'entusiasmo delle vetrine convive con la parsimonia dei portafogli.

Il calendario regionale

Le date di chiusura variano da regione a regione. La Federazione Moda Italia ha pubblicato il calendario completo: la partenza è fissata al 4 luglio per la gran parte del territorio, mentre la durata effettiva cambia a seconda delle norme locali, con termini che in diverse regioni si spingono fino a settembre.

I consigli ai consumatori

Le associazioni dei consumatori invitano alla prudenza negli acquisti. Il Codacons ricorda alcune regole di base: verificare il prezzo praticato prima degli sconti, conservare lo scontrino e diffidare dei ribassi troppo generosi. Utile ricordare che la garanzia legale per i difetti resta valida anche sui capi scontati, mentre il cambio della merce, nei negozi fisici, è una concessione del venditore e non un obbligo.