Gli scontri che avevano preceduto il derby della Mole, Torino-Juventus del 24 maggio, tornano al centro di un'inchiesta delicata. La Procura della Repubblica di Torino ha chiesto gli arresti domiciliari per un agente della polizia di Stato, ritenuto responsabile del grave ferimento di un tifoso bianconero, Marco Basoccu, colpito quel giorno da un candelotto lacrimogeno.
Un quadro indiziario definito grave
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e riportato dall'ANSA, il procuratore Giovanni Bombardieri parla di "un quadro indiziario grave" a carico di un operatore del quinto reparto mobile, in servizio di ordine pubblico durante gli incidenti. L'accusa è di aver lanciato il lacrimogeno "in maniera non conforme alle modalità previste, incurante delle possibili gravissime conseguenze".
L'identificazione dell'agente è arrivata al termine di un lungo lavoro di analisi: gli investigatori hanno esaminato i filmati della videosorveglianza pubblica e privata, le immagini riprese dai droni impiegati nel servizio e le testimonianze raccolte tra gli stessi operatori presenti sul posto.
Il ferimento
Basoccu era arrivato allo stadio con altri sostenitori juventini. Nel corso delle cariche fu raggiunto alla testa: inizialmente si era pensato a un oggetto contundente, ma gli accertamenti medici hanno ricondotto la ferita all'involucro metallico del candelotto. Come riferisce Open, il tifoso fu operato al cranio e posto in coma indotto, restando ricoverato per diverse settimane prima delle dimissioni.
Gli scontri e le indagini parallele
Gli incidenti del 24 maggio erano stati tra i più duri degli ultimi anni attorno a un derby torinese. Secondo TGCOM24, nell'ambito degli accertamenti sugli ultras sono stati adottati provvedimenti di arresto e diversi Daspo. Il numero complessivo dei tifosi identificati resta oggetto delle verifiche in corso.
Ora la parola passa al giudice per le indagini preliminari, chiamato a decidere sulla richiesta di misura cautelare avanzata dalla procura. Per l'agente vale, in ogni caso, la presunzione di innocenza fino a un'eventuale sentenza definitiva.



