Lo strappo

La commissione di Vigilanza Rai resta senza componenti. Come riferisce l'ANSA, a dimettersi in blocco sono stati prima i rappresentanti dell'opposizione — insieme alla presidente Barbara Floridia (M5S) e alla vicepresidente Maria Elena Boschi (Italia Viva) — poi, a stretto giro, anche i commissari della maggioranza. L'organo bicamerale che dovrebbe garantire indirizzo, controllo e pluralismo sul servizio pubblico si è così di fatto svuotato.

Le ragioni del blocco

All'origine c'è uno stallo che dura da quasi due anni. Dall'autunno del 2024 la commissione non è riuscita a eleggere il nuovo presidente della Rai: sul nome di Simona Agnes, sostenuto dalla maggioranza e in particolare da Forza Italia, non si è mai raggiunto il quorum dei due terzi previsto. L'opposizione ha rivendicato la scelta di non far mancare i propri voti soltanto a fronte di un nome davvero condiviso; da qui il muro contro muro che ha di fatto paralizzato i lavori.

Le accuse incrociate

Le due parti si rimpallano le responsabilità. L'opposizione sostiene che la maggioranza abbia ostacolato per mesi l'attività ordinaria della commissione, ritenendola inutilizzabile finché non si votasse il suo candidato alla presidenza. La maggioranza, di rimando, accusa le minoranze di aver "occupato" e bloccato l'organo sfruttando il meccanismo dei due terzi, dichiarandosi pronta a ricostituire la commissione e a eleggere rapidamente il vertice dell'azienda.

Cosa succede ora

L'azzeramento apre una fase di incertezza sul controllo parlamentare del servizio pubblico, proprio nei giorni della presentazione dei palinsesti. La ricomposizione della commissione e l'elezione del presidente Rai restano i nodi da sciogliere: senza un'intesa sul metodo, il rischio è che lo stallo si riproduca anche nel nuovo assetto.