Quasi la metà dei consiglieri

Nei consigli di amministrazione delle società quotate italiane le donne hanno raggiunto un peso rilevante. Come riferisce l'ANSA, secondo il rapporto Consob sulla corporate governance per il 2025 le donne rappresentano quasi il 44% dei componenti dei cda, un valore che supera la soglia minima del 40% fissata dalla legge sulle quote di genere.

Il rovescio della medaglia

Il progresso, però, si ferma alle soglie del comando. Le presidenti donne nelle quotate sono scese a 21, dalle 24 dell'anno precedente, mentre le amministratrici delegate sono passate da 18 a 17. In altre parole: molte consigliere, pochissime al vertice esecutivo. È il classico "tetto di cristallo", in cui la parità numerica nei board non si traduce in un pari accesso ai ruoli di maggiore responsabilità.

Un equilibrio ancora lontano

Cresce comunque, seppur lentamente, il numero di società con una composizione davvero bilanciata: i cda in cui la presenza femminile è pari o superiore a quella maschile sono il 19% nel 2025, contro il 15,2% del 2023. Un miglioramento che segnala una tendenza, ma che riguarda ancora meno di un consiglio su cinque.

Oltre le quote

Il quadro suggerisce che le quote di genere, introdotte in Italia oltre un decennio fa, hanno funzionato come leva per aprire i consigli alle donne, ma non bastano da sole a scardinare le barriere verso le posizioni apicali. La prossima frontiera, indicano gli osservatori, riguarda i meccanismi di selezione dei vertici e i percorsi di carriera: perché la presenza nei board diventi anche effettiva partecipazione alle decisioni.