Una scoperta tra i templi

La Valle dei Templi di Agrigento continua a raccontare storie nascoste. Gli scavi nel quartiere ellenistico-romano hanno riportato alla luce le tracce di una città cristiana di epoca tardoantica, a dimostrazione che l'antica Akragas non si spense con il tramonto del mondo classico, ma continuò a vivere e a trasformarsi. La campagna di ricerca, l'undicesima da quando è iniziata nel 2016, è frutto della collaborazione tra l'Università di Bologna, con il Campus di Ravenna, e il Parco archeologico della Valle dei Templi.

Che cosa è emerso

Al centro del ritrovamento c'è un edificio le cui strutture coprono un arco di circa ottocento anni, dal terzo secolo avanti Cristo al quinto dopo Cristo, segno di una lunghissima continuità di vita nello stesso spazio. Gli archeologi hanno individuato un mosaico policromo a motivi geometrici e, soprattutto, una vasca quadrangolare sigillata all'interno di un ambiente.

Il segno della nuova fede

È proprio il contenuto di quella vasca a raccontare il passaggio a una nuova epoca. Al suo interno sono stati trovati numerosi resti di piccole ossa animali, probabilmente avanzi di pasti rituali, insieme a monete e a tappi d'anfora. Su uno di questi tappi è inciso un monogramma cristiano: un dettaglio minuscolo ma prezioso, che lega quello spazio alla religione cristiana che, tra il terzo e il quarto secolo, cominciava a organizzarsi all'interno delle città del mondo romano.

Una città che cambia volto

Secondo Giuseppe Lepore, docente di archeologia classica al Campus di Ravenna, gli indizi rimandano a un uso cristiano di quegli ambienti. Per Maria Serena Rizzo, archeologa del Parco, le ricerche stanno restituendo l'immagine di una vera e propria città cristiana, con i suoi edifici di culto, le sue necropoli e i suoi spazi rituali. Non una sostituzione improvvisa, ma una lenta trasformazione, in cui la comunità cristiana costruì i propri luoghi accanto a quelli ereditati dal passato. Un tassello che arricchisce la storia di uno dei siti archeologici più celebri al mondo, ricordando che anche dopo lo splendore dei templi la vita, ad Agrigento, non si fermò.