Un cacciatore in miniatura

Pesa quaranta grammi, poco più di alcune monete, ed è nato modificando un piccolo drone commerciale. La startup Tornyol, sostenuta dall'acceleratore Y Combinator, ha presentato un micro-drone pensato per dare la caccia alle zanzare senza ricorrere a insetticidi. L'obiettivo dichiarato è ambizioso: pattugliare di continuo un giardino domestico, con una decina di apparecchi in grado, in prospettiva, di coprire un chilometro quadrato.

Come funziona

Il cuore del sistema è negli ultrasuoni. Il drone emette impulsi che rimbalzano nell'aria circostante, mentre un piccolo insieme di microfoni, dello stesso tipo di quelli montati negli smartphone, ne raccoglie gli echi. Analizzando l'effetto Doppler prodotto dal battito delle ali, il software prova a riconoscere la presenza di una zanzara e persino la specie e il sesso dell'insetto. Un processore dedicato dovrebbe poi gestire l'inseguimento e l'aggiramento degli ostacoli.

Dove finisce la promessa e inizia la realtà

Qui, però, servono cautela e onestà. Gli stessi sviluppatori riconoscono che molti dei sottosistemi funzionano ancora separatamente, e che le prove di abbattimento sono state condotte finora soprattutto in simulazione, non in giardini reali con vento, ostacoli e altri insetti. Il passaggio dal prototipo di laboratorio a un dispositivo capace di sorvegliare da solo un cortile, avvertono, è tutt'altro che scontato.

Perché ci si prova

Nonostante i limiti, la direzione della ricerca ha una sua logica. Le zanzare non sono soltanto un fastidio estivo: in molte aree del mondo veicolano malattie gravi, e i metodi di contrasto tradizionali, dagli insetticidi alle bonifiche, hanno costi ambientali ed economici. Un sistema automatico, leggero e mirato sarebbe un'alternativa interessante. La strada, però, resta lunga: per ora il drone anti-zanzare è una promessa tecnologica affascinante, da guardare con curiosità ma anche con il giusto scetticismo, in attesa che le prove sul campo confermino ciò che il laboratorio lascia intravedere.