Che cos'è il Piracy Shield
Il Piracy Shield è il sistema italiano anti-pirateria pensato per bloccare in tempi rapidi i siti e gli indirizzi usati per lo streaming illegale, in particolare quello delle partite di calcio. I titolari dei diritti segnalano le risorse illecite e gli operatori di rete devono bloccarle in fretta. Uno strumento nato per proteggere un settore che denuncia perdite ingenti, ma da tempo al centro di polemiche per il rischio di colpire nel mucchio.
L'affondo di Google
Ora sul sistema interviene un peso massimo del web. In una memoria indirizzata alla Commissione europea, Google ha criticato i meccanismi di blocco anti-pirateria come il Piracy Shield, giudicandoli inefficaci e sproporzionati. Secondo l'azienda, bloccare i resolver DNS, gli indirizzi IP e le VPN non rimuove i contenuti illegali e si aggira con facilità, ad esempio usando servizi DNS alternativi. Il risultato, sostiene Google, è che si finisce per oscurare interi domini, con problemi di proporzionalità e ricadute anche oltre i confini nazionali.
I danni collaterali
Le critiche si appoggiano a episodi concreti già noti. Il Piracy Shield ha bloccato per errore un sottodominio di Google Drive, rendendolo inaccessibile agli utenti italiani, e ha colpito indirizzi di Cloudflare che ospitano decine di milioni di domini di clienti in tutto il mondo. Google richiama anche uno studio dell'organizzazione OONI su una misura analoga adottata in Spagna, dove i blocchi avrebbero raggiunto centinaia di migliaia di domini, arrivando a rendere irraggiungibili siti di organizzazioni come Amnesty International, ACLU e UNICEF. Sono i cosiddetti casi di over-blocking, il blocco eccessivo che travolge anche servizi legittimi.
La proposta e le posizioni contrapposte
Come alternativa, Google sostiene che le ingiunzioni di blocco dovrebbero restare l'ultima risorsa, essere sottoposte a un controllo giudiziario ed evitare di colpire DNS, reti di distribuzione e indirizzi IP condivisi tra molti servizi. Il punto di fondo, per l'azienda, è che la pirateria si combatte soprattutto offrendo alternative legali comode e accessibili.
Dall'altra parte, i titolari dei diritti e la Lega calcio difendono il Piracy Shield come uno strumento legittimo e necessario, non come una forma di censura, ricordando che la pirateria sportiva sottrae risorse importanti a tutto il sistema. È su questo terreno, tra tutela del diritto d'autore e libertà della rete, che si gioca ora un confronto destinato ad allargarsi a livello europeo.



