L'iniziativa emersa a Roma

Roma prova a ritagliarsi un ruolo di primo piano nella difficile partita del Libano meridionale. Nei colloqui tra Israele e Libano ospitati nella capitale è emersa una proposta italiana per schierare soldati italiani nel monitoraggio delle cosiddette zone pilota, le aree del Sud del Paese al centro del negoziato tra le parti.

In cosa consiste la proposta

Secondo quanto emerso, il piano prevede attività di monitoraggio, osservazione e reporting lungo la linea blu, la linea di demarcazione tracciata dall'ONU. Sono previste postazioni di osservazione temporanee, pattugliamenti mobili limitati e il controllo diretto di alcune aree, in linea con la risoluzione 1701 delle Nazioni Unite. L'obiettivo dichiarato è vigilare sul disarmo e sullo smantellamento delle infrastrutture di Hezbollah nelle zone individuate.

Il nodo UNIFIL

Un punto qualificante della proposta riguarda proprio l'assetto della vigilanza. L'impianto italiano non affiderebbe il compito di supervisione a UNIFIL, la missione delle Nazioni Unite di cui l'Italia è tra i principali contributori, ma prevede di operare in sinergia con nuovi protocolli da definire in ambito ONU. Una scelta che matura dopo che Israele e Stati Uniti hanno manifestato contrarietà a una supervisione affidata a UNIFIL.

Le zone pilota

Le zone pilota non nascono dal nulla. Erano già state concordate tra l'esercito israeliano e quello libanese, con la supervisione del comando centrale statunitense, e ne sono previste altre da definire congiuntamente. È in questo perimetro che si inserisce l'offerta italiana, pensata come contributo concreto a un meccanismo di controllo sul terreno.

Prudenza e passi successivi

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha rivendicato il peso dell'iniziativa italiana, sostenendo che Stati Uniti e Israele riconoscono il ruolo di Roma nel dossier. Resta però un terreno delicato: molto dipenderà dall'evoluzione del negoziato tra Israele e Libano e dalla cornice che le Nazioni Unite sapranno costruire. La proposta, allo stato, è un tassello di una trattativa ancora aperta, di cui nei prossimi giorni si capirà la reale praticabilità.