Il picco del 15 luglio

L'ondata di calore che sta attraversando l'Italia si legge anche nei contatori. Secondo i dati di Terna, il gestore della rete elettrica nazionale, il 15 luglio tra le 15 e le 16 la domanda di energia ha raggiunto quota 57.985 megawatt, il valore più alto del 2026. Un massimo raggiunto nelle ore centrali del pomeriggio, quando il caldo tocca l'apice e la richiesta di raffrescamento è più intensa.

Il confronto con il 2025

Il dato segna una crescita netta rispetto all'anno scorso. Il picco del 2025 si era fermato a 55.450 megawatt: il massimo di quest'anno lo supera del 4,6%. Terna precisa che si tratta di un valore provvisorio, ancora soggetto a rettifica, ma la fotografia è chiara. Quando le temperature restano elevate per più giorni consecutivi, i consumi salgono in modo marcato.

Il ruolo dei condizionatori

Dietro il picco c'è soprattutto la climatizzazione. Con il termometro sopra la media, milioni di apparecchi per il condizionamento dell'aria negli uffici, nei negozi e nelle abitazioni si accendono nelle stesse ore, concentrando la domanda in una finestra ristretta della giornata. È un fenomeno tipico delle ondate di calore estive, che sposta il momento di massimo carico dalle serate invernali al primo pomeriggio.

Una rete sotto pressione

Il fabbisogno di questi giorni riporta l'attenzione sulla capacità del sistema elettrico di reggere picchi sempre più frequenti. Le estati roventi mettono alla prova la rete, che deve garantire l'equilibrio tra domanda e offerta anche nelle ore più critiche. La direzione, con temperature medie in crescita, è quella di ondate di calore più intense e ripetute: uno scenario che rende centrali l'efficienza degli impianti di climatizzazione e la solidità delle infrastrutture energetiche.