La regola generale

L'idea di fondo del regolamento europeo sulle batterie è semplice e ambiziosa: le batterie portatili dei prodotti venduti nell'Unione devono in linea generale poter essere rimosse e sostituite dagli utenti, per allungare la vita degli apparecchi, ridurre i rifiuti elettronici e agevolare il riciclo. Un principio che continua a valere per la gran parte dei dispositivi di uso quotidiano, dagli smartphone ai portatili.

La deroga della Commissione

Su questo quadro interviene ora un'eccezione. Il 14 luglio la Commissione europea ha adottato un atto delegato che aggiunge sei categorie di prodotti alle esenzioni dall'obbligo di rimozione della batteria da parte dell'utente. Tra queste rientrano i dispositivi indossabili come gli smartwatch e i fitness tracker, ma anche i giocattoli elettrici e le apparecchiature soggette alla direttiva ATEX, quelle destinate ad ambienti a rischio di esplosione.

Perché l'esenzione

Le motivazioni indicate dalla Commissione riguardano soprattutto la sicurezza. Si tratta di apparecchi spesso miniaturizzati e sigillati per resistere all'acqua: aprirli per raggiungere la batteria esporrebbe l'utente al rischio di danneggiare la cella, con possibili problemi legati al litio, e di compromettere l'impermeabilità del prodotto. È lo stesso criterio già applicato ad altri dispositivi, come i piccoli apparecchi resistenti all'acqua, per i quali l'esenzione era stata concessa in gran parte per ragioni di sicurezza.

Non batterie eterne, ma tecnici specializzati

L'esenzione non significa batterie impossibili da sostituire. Per queste categorie la batteria dovrà comunque essere removibile e sostituibile, ma da parte di professionisti indipendenti dotati degli strumenti adatti, e non direttamente dall'utente finale. Un compromesso tra il principio della riparabilità e i vincoli tecnici reali di prodotti sempre più compatti.

I prossimi passaggi

L'iter non è concluso. L'atto delegato passa ora al vaglio del Parlamento europeo e del Consiglio, che hanno la possibilità di sollevare obiezioni. In assenza di rilievi, il testo sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione ed entrerà in vigore venti giorni dopo. Solo allora il nuovo assetto delle esenzioni diventerà pienamente operativo.