Un cartello con la scritta "Chiuso per aggressione" campeggia sulla vetrina de "La botega di Arrigo", il negozio di Arrigo Cipriani in Frezzaria, a pochi passi da piazza San Marco. È il gesto di protesta scelto dal patron dell'Harry's Bar dopo che due sue dipendenti sono state aggredite in strada.
L'aggressione
Secondo la ricostruzione del Gazzettino, una commessa aveva notato un gruppo di borseggiatrici avvicinarsi ad alcuni turisti, clienti del negozio, e li aveva messi in guardia. Da lì la situazione è degenerata: quando è uscita per stemperare la tensione, è stata circondata insieme a una collega e colpita con sputi, calci, pugni e ombrellate.
Il bilancio, riferito da VeneziaToday, parla di ferite non gravi ma dolorose: una delle due lavoratrici ha riportato la frattura di un dente e di un dito, l'altra una caviglia gonfia e varie contusioni.
La protesta di Cipriani
La chiusura del negozio, spiega Cipriani, non nasce dalla paura ma dalla volontà di lanciare un segnale. Le istituzioni, è il senso del suo appello, devono difendere cittadini e lavoratori. L'imprenditore ha collegato l'episodio a una riflessione più ampia sul futuro della città, richiamando la necessità che Venezia torni a essere vissuta dai suoi abitanti.
Un problema che la città conosce
L'episodio riporta l'attenzione sul tema dei borseggi nel centro storico lagunare, da tempo al centro del dibattito cittadino. I furti si concentrano nelle zone di maggior afflusso turistico, dai pressi di Rialto a piazza San Marco, e periodicamente tornano d'attualità con richieste di presidi fissi e maggiori controlli. La denuncia di una figura nota come Cipriani aggiunge voce a un malcontento diffuso tra commercianti e residenti, che chiedono risposte concrete sulla sicurezza urbana.


