Il piano
La Corea del Sud ha annunciato un piano colossale per rafforzare la propria industria dei semiconduttori. Secondo l'ANSA, il programma vale circa 800mila miliardi di won, pari a circa 518 miliardi di dollari, e punta a fare del Paese una potenza ancora più centrale nella produzione mondiale di chip. Il progetto è stato illustrato dal ministro dell'Industria Kim Jung-kwan nell'ambito di una riunione presieduta dal presidente Lee Jae Myung.
Un secondo polo nel sud-ovest
Cuore dell'iniziativa è la creazione di un secondo grande distretto dei semiconduttori — dopo quello dell'area di Seul — nelle regioni di Gwangju e del Jeolla, nel sud-ovest. Qui sono previste nuove fabbriche per i chip di memoria, con il peso preponderante degli investimenti privati di colossi come Samsung Electronics e SK Hynix. Il piano rientra in una strategia più ampia, articolata in tre grandi filoni: semiconduttori, intelligenza artificiale "fisica" e data center per l'IA, ambito per il quale Seul ha annunciato un programma ancora più imponente.
La corsa globale ai chip
La mossa di Seul si inserisce nella competizione internazionale sui semiconduttori, in cui Stati Uniti, Taiwan, Cina ed Europa stanno destinando risorse enormi per assicurarsi capacità produttiva e autonomia tecnologica. Per la Corea del Sud, dove l'industria dei chip è centrale per l'export, l'obiettivo è difendere e rafforzare la propria posizione in un settore strategico, sempre più legato allo sviluppo dell'intelligenza artificiale. Restano da affrontare nodi infrastrutturali, a partire dal fabbisogno di energia e acqua dei nuovi impianti.



