La scadenza
Sono gli ultimi giorni per mettersi in regola con l'IRPEF. Entro il 30 giugno chi dalla dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Redditi) risulta a debito deve versare il saldo relativo all'anno d'imposta precedente e il primo acconto per l'anno in corso, senza alcuna maggiorazione.
Saldo e acconto: cosa si paga
Il saldo è la differenza tra l'imposta dovuta e quanto già versato durante l'anno (per esempio tramite le ritenute in busta paga). Il primo acconto corrisponde a una quota dell'imposta stimata per l'anno in corso: la parte restante va versata con il secondo acconto, in autunno. Chi ha un sostituto d'imposta — datore di lavoro o ente pensionistico — può vedersi trattenere gli importi direttamente; gli altri provvedono in autonomia.
La proroga con lo 0,40%
Chi non riesce a pagare entro il 30 giugno ha una via d'uscita: può versare entro i trenta giorni successivi applicando una maggiorazione dello 0,40% sulle somme dovute. Non è una sanzione, ma un piccolo interesse per il differimento: su mille euro, significa circa quattro euro in più. Superata anche questa finestra, scattano invece le sanzioni vere e proprie per omesso versamento, con costi più alti: meglio non arrivarci.
Come si versa
Il pagamento avviene con il modello F24, da presentare online attraverso i servizi dell'Agenzia delle Entrate o l'home banking, oppure tramite un intermediario abilitato (come il commercialista). I titolari di partita IVA sono tenuti a usare i canali telematici. Nel dubbio sull'importo o sulle modalità, è consigliabile verificare per tempo con un professionista o con i servizi dell'Agenzia, per evitare errori a ridosso della scadenza.



