L'accusa di Bruxelles
Nuovo fronte tra l'Unione europea e le grandi piattaforme digitali. La Commissione europea ha contestato a TikTok, in via preliminare, la violazione del Digital Services Act per non aver garantito un livello adeguato di sicurezza agli account dei minori.
Il riferimento è in particolare all'articolo 28 del regolamento, che impone alle piattaforme di assicurare elevati livelli di sicurezza, riservatezza e protezione per i più giovani. Secondo Bruxelles, TikTok non rispetterebbe pienamente questi obblighi.
Le carenze contestate
Le contestazioni riguardano alcune impostazioni predefinite del servizio. La Commissione rileva che i minori possono impostare il proprio account come pubblico, rendendo così i contenuti visibili anche a chi non è iscritto alla piattaforma.
Nel mirino c'è poi il funzionamento del feed dei suggerimenti: i contenuti dei minori più grandi, tra i 16 e i 17 anni, verrebbero raccomandati ad altri utenti attraverso la sezione "Per te". Anche gli account impostati come privati, secondo l'analisi europea, resterebbero rintracciabili attraverso le liste dei follower, mentre le immagini del profilo rimarrebbero accessibili a tutti.
Una fase ancora aperta
È importante inquadrare correttamente il momento del procedimento: si tratta di conclusioni preliminari, non di una decisione definitiva. TikTok potrà ora prendere visione del fascicolo e presentare le proprie osservazioni scritte, mentre l'indagine prosegue.
Solo al termine di questo percorso, e qualora le violazioni venissero confermate, si aprirebbe la strada alle sanzioni. Il Digital Services Act prevede in questi casi multe che possono arrivare fino al 6% del fatturato globale annuo dell'azienda: una cifra potenzialmente molto pesante.
La replica di TikTok
La piattaforma ha respinto le accuse, rivendicando l'impegno sulla tutela dei più giovani. "La protezione dei minori online è un obiettivo che condividiamo e restiamo impegnati a migliorarla", ha fatto sapere l'azienda, ricordando di aver predisposto oltre 50 funzioni preimpostate dedicate alla privacy e alla sicurezza degli account dei ragazzi.
Una posizione che punta a presentare le tutele come già integrate nel servizio, in attesa del confronto con la Commissione.
Il contesto europeo
La mossa si inserisce nella più ampia strategia con cui l'Unione europea vigila sulle grandi piattaforme attraverso il Digital Services Act, il regolamento pensato per responsabilizzare i giganti del web sui contenuti e sulla protezione degli utenti, a partire proprio dai minori.
La partita è aperta e riguarda un tema sempre più sentito: come conciliare la libertà di un servizio usato da milioni di ragazzi con la necessità di proteggerli dai rischi della rete. La decisione finale della Commissione dirà se e quanto TikTok dovrà cambiare.



