Il primo collegamento

Un passo concreto nella filiera del gas rinnovabile. Italgas ha collegato il primo impianto all'hub del biometano di Gazzo Veronese, la struttura inaugurata a giugno nel Veronese per raccogliere il biometano prodotto localmente e ridistribuirlo, convogliando sulla rete nazionale il gas in eccesso.

A fare da apripista è la Società Agricola Villagrossa di Castel d'Ario, in provincia di Mantova, che produce biometano a partire da biomasse agricole e reflui zootecnici. È il primo impianto a immettere il proprio gas nell'hub.

I numeri

L'impianto collegato ha una capacità fino a 2 milioni di metri cubi di biometano all'anno. Per dare un'idea, è un volume equivalente ai consumi medi annui di circa 2.000 famiglie.

Si tratta di una quota piccola rispetto alla domanda complessiva del Paese, ma significativa perché indica un modello: quello di una rete che non si limita più a distribuire gas importato, ma che raccoglie e valorizza la produzione dei territori.

Come funziona il "reverse flow"

Il cuore tecnologico del progetto è il cosiddetto reverse flow, il flusso inverso. Quando il biometano prodotto localmente supera il fabbisogno della zona, il sistema comprime il gas in eccesso e lo trasferisce verso la rete di trasporto regionale e nazionale.

È un'inversione rispetto alla logica tradizionale, in cui il gas viaggia dai grandi punti di immissione verso i territori. Con questo meccanismo, invece, sono i piccoli produttori locali a poter alimentare la rete più ampia, spingendo il gas verso l'esterno.

Le parole dell'azienda

A sottolineare il valore dell'operazione è l'amministratore delegato di Italgas Reti, Pier Lorenzo Dell'Orco. L'entrata in funzione dell'hub di Gazzo Veronese, ha spiegato, rappresenta "un'evoluzione strategica nello sviluppo della filiera del biometano".

Grazie al reverse flow, ha aggiunto, "la capacità delle nostre reti di accogliere gas rinnovabili diventerà pressoché illimitata in maniera sicura e continua". Una prospettiva che punta a fare della rete esistente uno strumento della transizione energetica.

Perché conta

Il progetto di Gazzo Veronese racconta bene una tendenza di fondo: il gas non è più soltanto una materia prima da importare, ma un prodotto che può nascere anche dagli scarti dell'agricoltura e dell'allevamento, settori diffusi in aree come la pianura padana.

Per le aziende agricole significa poter trasformare un residuo in una risorsa; per il sistema energetico, disporre di una fonte rinnovabile a chilometro zero. Il primo impianto collegato è un tassello di partenza: la sfida, ora, sarà replicare il modello su scala più ampia, collegando all'hub altri produttori e portando l'esperienza in altri territori.