Il tonfo del titolo

Giornata nera in Borsa per Tesla. Dopo la pubblicazione dei conti del secondo trimestre 2026, il titolo della casa di Elon Musk è crollato di oltre il 13% nelle contrattazioni di giovedì. Un tonfo che riflette due fattori: da un lato il nervosismo dei mercati verso i colossi tecnologici alle prese con i costi crescenti dell'intelligenza artificiale, dall'altro problemi concreti nel cuore del business dell'azienda.

I risultati trimestrali hanno deluso le attese di Wall Street: i core business del gruppo non hanno mantenuto le promesse, e la reazione degli investitori è stata immediata e severa.

Il robotaxi rallenta

Il segnale più preoccupante arriva dal programma robotaxi, la scommessa su cui Tesla punta gran parte del proprio futuro. Le miglia percorse a pagamento dai robotaxi sono scese di circa il 36% rispetto al trimestre precedente, passando da circa 1,1 milioni di miglia nel primo trimestre del 2026 a circa 700.000 nel secondo.

Un rallentamento vistoso, solo in parte compensato dall'espansione geografica: nello stesso periodo Tesla ha ampliato le operazioni a sei città tra Texas e Florida, con veicoli sia supervisionati sia senza conducente. Meno corse pagate, ma su un territorio più vasto: una fase di transizione che il mercato ha però letto come una battuta d'arresto.

Il nodo sicurezza

Sul programma pesa anche il tema della sicurezza. Tesla ha segnalato 22 incidenti alla NHTSA, l'autorità statunitense per la sicurezza stradale, da quando sono iniziati i test. Un numero che, pur non enorme, alimenta i dubbi sulla maturità della tecnologia di guida autonoma e incide sul sentiment degli investitori.

Elon Musk ha provato a spiegare il rallentamento come una scelta prudente: serve, ha detto, "accumulare dati di guida specifici per il Cybercab prima di poterne mettere in strada molti", ricordando che gli obiettivi restano ambiziosi "ma dobbiamo essere cauti per evitare incidenti".

Le due facce dei dati

Non tutti i numeri, però, vanno nella stessa direzione. Il vicepresidente per l'intelligenza artificiale, Ashok Elluswamy, ha offerto una lettura più ottimista: i robotaxi avrebbero raggiunto "zero incidenti degni di nota" su oltre 380.000 miglia percorse senza supervisione, con le miglia settimanali senza conducente cresciute di circa il 10% da fine 2025.

È il segno di un quadro contraddittorio: da una parte i ricavi del servizio che frenano, dall'altra una tecnologia che, secondo l'azienda, continua a migliorare nella guida autonoma.

Cosa dice ai mercati

Il crollo del titolo racconta qualcosa di più ampio. Anche per gli investitori europei, il caso Tesla mostra quanto i mercati siano diventati sensibili ai tempi di commercializzazione delle grandi promesse tecnologiche. Le aziende del settore continuano a investire cifre enormi nell'intelligenza artificiale, ma le Borse chiedono sempre più risultati concreti e non solo visioni di crescita futura.

Tesla si trova così in una posizione delicata: proseguire negli investimenti sul robotaxi, come annunciato, mentre affronta un trimestre che ha deluso. Il meno 13% è il messaggio, netto, che Wall Street non è più disposta a pagare in anticipo per il futuro.