La protesta

La riservatezza della famiglia Battisti torna al centro di un caso. Come riferisce l'ANSA, Grazia Letizia Veronese, vedova di Lucio Battisti, ha diffuso una lettera pubblica per contestare la vendita all'asta di alcune lettere private del cantautore. Vendere quella corrispondenza, è la sua posizione, è un gesto oltre ogni commento, che rivela una totale mancanza di rispetto e di sensibilità.

Cosa è stato messo all'asta

I documenti sono lettere che Battisti scrisse alla madre a metà degli anni Sessanta, quando si spostava in Italia e all'estero suonando con i suoi primi complessi: pagine che raccontano dubbi e difficoltà della sua giovinezza. La vendita, alla casa d'aste Finarte di Roma, era in programma il 26 giugno e comprendeva anche due chitarre usate agli esordi e alcuni dipinti. La vedova, fanno sapere attraverso l'avvocata Donata De Nittis, non era stata informata: ha appreso dell'iniziativa dai mezzi di informazione.

Il nodo della memoria privata

Il caso riapre una questione delicata: fino a che punto è lecito trasformare in merce la corrispondenza personale di un artista, specie di una famiglia che ha sempre difeso la propria riservatezza. Attorno alla figura di Battisti, notoriamente lontano dai riflettori, la protesta della vedova richiama il tema della tutela dell'intimità anche dopo la morte di una persona pubblica.