Una marea di persone, un solo nome scandito a gran voce. Il 4 luglio la spianata dell'Università di Roma Tor Vergata si è trasformata nel cuore pulsante della musica italiana per il concerto di Ultimo, il cantautore romano che ha radunato una folla stimata attorno alle 250mila persone: uno degli eventi dal vivo più imponenti mai organizzati nel Paese.
Un traguardo atteso da dieci anni
"Aspetto questo giorno da dieci anni": con queste parole Niccolò Moriconi, in arte Ultimo, ha riassunto il significato di una serata che segna un punto di svolta nella sua carriera. Classe 1996, cresciuto nella periferia romana, l'artista ha costruito passo dopo passo un legame fortissimo con il suo pubblico, fatto di testi confessionali e di un rapporto quasi personale con i fan. La spianata di Tor Vergata, capace di accogliere numeri da grande evento, era la cornice che sognava per celebrarlo.
La serata
Ad affiancarlo sul palco è arrivato Fabrizio Moro, amico e compagno di tante avventure musicali, per un momento condiviso tra i più attesi della scaletta. Il concerto ha attraversato i brani simbolo del percorso di Ultimo, alternando i pezzi delle origini alle canzoni più recenti, in un lungo racconto in musica pensato per un pubblico di ogni età.
Roma in movimento
Un evento di queste dimensioni ha richiesto una macchina organizzativa imponente, con un dispositivo dedicato alla sicurezza, all'assistenza sanitaria e alla gestione dei trasporti verso l'area universitaria, lontana dal centro. Il richiamo di così tante persone in un unico luogo conferma il peso raggiunto da Ultimo nel panorama musicale italiano, capace di riempire non un palazzetto o uno stadio, ma un'intera spianata.
Al di là dei numeri, la serata resta soprattutto il coronamento di un percorso: quello di un ragazzo di periferia che ha trasformato le proprie storie in canzoni condivise da una generazione, fino a vederle cantate in coro da una folla sterminata.



