La riapertura
Una delle sale più celebri del Louvre torna accessibile. La Galerie d'Apollon, la Galleria di Apollo, ha riaperto al pubblico il 22 luglio, a nove mesi dal furto che l'aveva colpita. È la sala che custodiva i gioielli della corona francese, e la sua chiusura era diventata il simbolo della ferita subita dal museo.
Per ora, però, i visitatori la trovano vuota degli oggetti più preziosi. La riapertura avviene senza le collezioni: si può ammirare l'architettura della galleria, lunga 61,34 metri, e i suoi soffitti dipinti, con le opere di Charles Le Brun e di Eugène Delacroix. È la stanza in sé, non i gioielli, a essere di nuovo offerta al pubblico.
Il furto del 19 ottobre
Per capire il valore di questa riapertura bisogna tornare a quella data. Il 19 ottobre 2025, quattro persone riuscirono a entrare nella galleria passando da un montacarichi posizionato sulla riva della Senna e raggiungendo un balcone che si affaccia sul fiume. Furono sottratti otto gioielli della corona francese.
Tra i pezzi coinvolti, un diadema legato al nome di Eugenia, poi ritrovato per strada, danneggiato. È l'unico, secondo quanto riferito, di cui si abbia notizia di recupero, ed è tuttora in restauro. Il colpo, per la sua audacia e per il luogo simbolo colpito, aveva avuto un'eco enorme.
Le nuove misure di sicurezza
La riapertura porta con sé anche il segno di ciò che è cambiato. Una cancellata di ferro impedisce ora l'accesso al balcone da cui i ladri erano arrivati: una barriera concreta, visibile, che racconta la lezione appresa.
Ma il museo guarda oltre l'intervento immediato. Il direttore, Christophe Leribault, ha annunciato l'intenzione di realizzare una sala sicura, una sorta di caveau senza finestre, in un'altra parte del Louvre, dove custodire i gioielli. È allo studio anche un secondo ingresso al museo, all'altezza del colonnato del Perrault, per distribuire meglio i flussi dei visitatori e rafforzare i controlli.
Il senso di una riapertura
Riaprire la Galerie d'Apollon, sia pure vuota, ha un doppio significato. Da un lato è un segnale di continuità: il Louvre riafferma la propria capacità di rimettersi in piedi dopo un attacco diretto a uno dei suoi luoghi più identitari. Dall'altro, l'assenza dei gioielli dice quanto la priorità sia oggi la protezione del patrimonio.
Il furto di ottobre ha imposto una riflessione che va oltre il singolo museo: come proteggere collezioni di valore inestimabile in spazi nati per essere aperti e attraversati da milioni di persone. La galleria che torna visitabile, per ora senza i suoi tesori, è la prima risposta, parziale, a questa domanda.



