La designazione
Un italiano alla guida di una delle autorità chiave della finanza europea. Il Consiglio dell'Unione europea ha scelto Carlo Comporti come prossimo presidente dell'Esma, l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati. La decisione è arrivata durante la riunione degli ambasciatori dei Ventisette.
Comporti è già membro del board dell'Esma, e da questa posizione passerebbe alla presidenza. Nella scelta ha prevalso sulla candidata danese Karen Dortea Abelskov, anch'essa componente del consiglio dell'Autorità.
Cos'è l'Esma
Per capire il peso della nomina conviene ricordare che cosa sia l'Esma. È l'autorità indipendente dell'Unione europea che vigila sugli strumenti finanziari e sui mercati dei capitali, con il compito di tutelare l'integrità dei mercati, la trasparenza e la protezione degli investitori. In un'Unione che punta a rafforzare l'integrazione dei mercati finanziari, è un ruolo di primo piano.
Guidare l'Esma significa quindi sedere in una posizione strategica del sistema di vigilanza finanziaria europeo: un riconoscimento, per l'Italia, del proprio peso in questo ambito.
Un passaggio ancora da completare
C'è però un aspetto da tenere presente: la designazione non è ancora definitiva. La scelta del Consiglio deve ora essere confermata dal Parlamento europeo, che dovrà pronunciarsi sulla candidatura prima che Comporti possa insediarsi.
È un passaggio non puramente formale, anche se quella del Consiglio è generalmente considerata la tappa decisiva. Fino al voto dell'Europarlamento, dunque, la nomina resta un'indicazione forte, ma non un fatto compiuto.
La rivendicazione italiana
Sul piano politico, il governo italiano ha incassato il risultato come un successo. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti lo ha annunciato a caldo, uscendo dall'aula della Camera: è stato scelto Comporti all'Esma, ha detto, "abbiamo vinto", aggiungendo che era "quattro mesi" che lavorava a quel dossier.
Le parole del ministro danno la misura di quanto la partita fosse considerata importante a Roma. Ottenere la guida di un'autorità come l'Esma è un risultato di prestigio nella competizione, spesso silenziosa, per i posti di vertice delle istituzioni europee. L'ultima parola, ora, spetta al Parlamento di Strasburgo.



