L'investimento

Ferrero rafforza la propria presenza in America Latina. Il gruppo dolciario di Alba investirà 86 milioni di dollari nello stabilimento messicano di San José Iturbide, nello stato di Guanajuato. L'obiettivo è potenziare in modo consistente la produzione dell'impianto.

Il salto è netto: la capacità dello stabilimento passerà da 35 mila a quasi 70 mila tonnellate l'anno, un quasi raddoppio. All'ampliamento si accompagna la creazione di 60 nuovi posti di lavoro, in una regione, quella del Bajío, che è tra i poli manifatturieri più dinamici del Paese.

Il peso del mercato messicano

L'operazione si spiega con l'importanza crescente del Messico per il gruppo. Oggi il Paese è l'ottavo mercato mondiale di Ferrero, una posizione di rilievo che l'azienda punta a valorizzare ulteriormente.

L'ambizione è dichiarata: l'amministratore delegato Paolo Cornero ha indicato l'obiettivo di quasi raddoppiare il valore del mercato messicano nei prossimi sei anni, passando dagli attuali 550 milioni a oltre un miliardo di euro di ricavi. L'investimento nell'impianto è la base produttiva di questa strategia di crescita.

Un modello di espansione

La scelta di puntare sul Messico è coerente con il modo in cui Ferrero cresce: un'azienda a controllo familiare, con una gestione privata, che privilegia il consolidamento industriale nei mercati in cui è presente piuttosto che scelte di breve periodo. Investire sulla capacità produttiva di uno stabilimento significa scommettere sulla domanda futura di quell'area.

Il Bajío messicano, del resto, offre vantaggi concreti a chi produce beni di consumo: vicinanza ai grandi centri di consumo del Paese, infrastrutture logistiche consolidate e costi competitivi. Per un gruppo che lavora su volumi elevati e su prodotti che devono arrivare freschi sugli scaffali, la prossimità ai mercati è un fattore decisivo.

Cosa significa

Dietro una cifra e un ampliamento di stabilimento c'è una lettura più ampia. Un marchio italiano che raddoppia la capacità di una fabbrica in Messico racconta due cose insieme: la solidità di un'impresa nazionale capace di crescere all'estero, e lo spostamento del baricentro dei consumi verso mercati in espansione come quello latinoamericano.

Per l'Italia, storicamente attenta ai suoi campioni industriali, è anche la conferma che il modello Ferrero, fatto di reinvestimento e presenza diretta nei mercati, continua a spingere l'azienda oltre i confini nazionali. La prossima verifica sarà nei numeri: se l'obiettivo del raddoppio del valore di mercato, fissato per i prossimi sei anni, verrà davvero raggiunto.