Un intervento sott'acqua
Non è una scena consueta: una squadra di sommozzatori di sei corpi dello Stato che scende insieme a 18 metri di profondità, non per un'emergenza, ma per pulire una statua. È quanto è accaduto nella baia di San Fruttuoso di Camogli, dove è stata condotta un'operazione interforze per ripulire il Cristo degli Abissi, coordinata dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la Liguria attraverso il suo servizio di archeologia subacquea.
Che cos'è il Cristo degli Abissi
La statua, in bronzo, è alta due metri e mezzo e pesa 260 chili, e riposa sul fondale della baia con le braccia rivolte verso la superficie. Fu ideata dal pioniere delle immersioni Duilio Marcante, in memoria di chi ha perso la vita in mare, e realizzata dallo scultore Guido Galletti; la sua immersione risale al 1954.
Il bronzo custodisce anche una storia fatta di materia: secondo la ricostruzione della Soprintendenza, l'opera è stata fusa anche con medaglie donate da madri e vedove di caduti, insieme a pezzi di navi, eliche, campane e cannoni. Nel tempo è diventata un simbolo riconosciuto in tutto il mondo della cultura subacquea.
Perché serviva pulirla
Il mare, però, lavora contro il bronzo. Decenni di permanenza sul fondale hanno lasciato il segno: incrostazioni biologiche e fenomeni di corrosione, aggravati anche da interventi impropri del passato, come segnalato dai tecnici della Soprintendenza. Una manutenzione fatta male può danneggiare l'opera quanto l'incuria.
Di qui la scelta di un intervento condotto con criteri conservativi, sotto la regia della Soprintendenza, che ha il compito di tutelare il bene nel rispetto dei vincoli paesaggistici e archeologici.
Come è stata pulita
A rendere possibile l'operazione è stata la collaborazione tra corpi diversi: in acqua sono scesi i sommozzatori della Marina Militare (Comsubin), dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Polizia di Stato, della Guardia Costiera e dei Vigili del Fuoco di Genova.
Proprio i Vigili del Fuoco hanno fornito l'attrezzatura chiave: un sistema di idropulizia a getto d'acqua ad alta pressione, che rimuove le incrostazioni senza contatto diretto con la statua. È un metodo pensato per proteggere il bronzo dai danni meccanici e per limitare l'impatto sull'ambiente marino circostante.
Un simbolo che resta
Al di là della cronaca dell'operazione, c'è il valore di ciò che è stato fatto. Il Cristo degli Abissi non è soltanto una meta per i subacquei: è un monumento della memoria, legato al mare e a chi in mare ha perso la vita. Prendersene cura significa tenere insieme la tutela di un bene artistico e il rispetto per ciò che rappresenta.
L'immagine di sei corpi dello Stato che collaborano per ripulire una statua sommersa dice qualcosa anche sul modo in cui un patrimonio comune può essere protetto: con competenze diverse messe al servizio dello stesso obiettivo, sotto la guida di chi ha il compito di custodirlo.



