Un libro, uno strumento

Il saxofono lo inventò a metà Ottocento il belga Adolphe Sax, ma la sua storia italiana è un capitolo a sé, fatto di botteghe, industria e cultura popolare. A ricostruirlo è un volume di Attilio Berni, musicista, ricercatore e direttore del Museo del Saxofono di Fiumicino.

Il libro, intitolato "Il Saxofono in Italia. Ingegno, produzione e immaginario culturale", conta 288 pagine ed è edito dallo stesso Museo del Saxofono. Non è una semplice storia musicale: mette insieme il versante tecnico, quello industriale e quello culturale, per raccontare come uno strumento nato altrove sia diventato parte della storia del Paese.

L'ingegno e l'industria

La parte forse più sorprendente riguarda l'industria. Secondo la ricerca di Berni, nel corso del tempo in Italia si sono contati oltre 150 costruttori di saxofoni, e almeno una trentina di brevetti italiani hanno introdotto modifiche e soluzioni allo strumento. Un fermento manifatturiero che colloca il Paese tra i protagonisti della produzione, e non tra i semplici imitatori.

Di quella fioritura, oggi, resta poco: i costruttori italiani ancora attivi si sono ridotti a tre, Ramponi, Cazzani e Borgani. È il segno di un declino produttivo che il volume documenta, e che racconta anche come l'artigianato italiano si sia dovuto misurare con la concorrenza degli strumenti importati.

Un immaginario culturale

L'altra metà del racconto riguarda il modo in cui il saxofono è entrato nella cultura italiana. Uno strumento che ha attraversato mondi diversi: le bande dei paesi, il jazz, la musica leggera, il cinema e la televisione, diventando via via simbolo di modernità o colonna sonora di un'epoca.

È questa ibridità a renderlo interessante: né soltanto strumento colto né soltanto popolare, il saxofono si è mosso tra i due registri, adattandosi ai contesti. Berni, come spiega lui stesso, prova a mostrare come un'invenzione musicale possa diventare parte integrante della storia culturale, industriale e sociale di un Paese.

Un museo alle spalle

Dietro il libro c'è un lavoro di raccolta che ha un luogo fisico: il Museo del Saxofono di Fiumicino, diretto dallo stesso Berni, dove strumenti, documenti e testimonianze compongono l'archivio materiale di questa storia.

Per chi ama la musica, o semplicemente la storia degli oggetti che ci accompagnano, il volume è un invito a guardare uno strumento familiare con occhi diversi: non solo un suono riconoscibile, ma il prodotto di un intreccio di ingegno, lavoro e gusto che ha radici anche italiane.