Il dialogo con Guardiola
La nazionale italiana cerca un commissario tecnico, e tra i nomi in campo c'è anche quello più suggestivo. Il presidente della FIGC Giovanni Malagò ha confermato che il dialogo con Pep Guardiola è aperto, pur senza alcuna certezza sull'esito.
Malagò ha subito raffreddato gli entusiasmi: l'operazione, ha spiegato, potrebbe non andare in porto. Il nodo è anche economico: per un profilo come quello del tecnico spagnolo la federazione potrebbe valutare un'eccezione ai propri vincoli di bilancio, ma resta un ostacolo concreto. Insomma, un contatto reale, non una trattativa vicina alla chiusura.
Perché la panchina è vacante
La ricerca nasce da un fallimento sportivo pesante: la mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali del 2026. Dopo l'eliminazione, il commissario tecnico Gennaro Gattuso si è dimesso, e da allora, 111 giorni, la panchina azzurra è rimasta senza guida. Nel frattempo Gattuso è passato alla Lazio, dove oggi allena.
È in questo vuoto che si inserisce la partita per il nuovo ct, seguita in prima persona dai vertici tecnici della federazione, il direttore sportivo Paolo Maldini e il dirigente Leonardo, insieme allo stesso Malagò.
Le alternative concrete
Se Guardiola resta più un sogno che una prospettiva a portata di mano, le alternative sono nomi noti del calcio italiano. Il primo è quello di Roberto Mancini, che con l'Italia ha già vinto l'Europeo del 2020 e che rappresenterebbe un ritorno sulla panchina azzurra dal profilo collaudato.
Accanto a lui circola quello di Andrea Pirlo, apprezzato in particolare da Maldini e Leonardo per la sua idea di gioco. Il suo percorso da allenatore, però, non ha ancora prodotto risultati di rilievo, e questo lo rende una scommessa più che una garanzia.
I tempi
Sull'annuncio Malagò ha promesso che arriverà molto presto, lasciando però intendere che i tempi potrebbero allungarsi oltre l'imminente assemblea della Lega di Serie A. Non è nemmeno escluso che nella fase finale spunti qualche nome a sorpresa.
Il quadro, per ora, è quello di una scelta ancora aperta: da un lato la suggestione internazionale di Guardiola, dall'altro le soluzioni più tradizionali e praticabili. Quel che è certo è che l'Italia, dopo la delusione mondiale, vuole ripartire da una panchina autorevole, e la decisione dei prossimi giorni peserà sull'intero ciclo che porta alle prossime competizioni.



