Il caffè al bar costa di più, ed è successo in fretta
Che il caffè al bar sia rincarato lo nota chiunque paghi la colazione. Il prezzo medio della tazzina è cresciuto in modo sensibile negli ultimi anni, e in diverse città ha superato o si avvicina alla soglia di un euro e mezzo.
Sulla cifra esatta le rilevazioni divergono, ed è onesto dirlo: il prezzo cambia molto da regione a regione e da locale a locale, e le stime in circolazione non coincidono. Quello su cui le fonti concordano è la direzione, netta e sostenuta, del rialzo.
Perché: parte tutto dal caffè verde
La causa principale sta a monte, sui mercati internazionali. Secondo la Federazione italiana pubblici esercizi, sul prezzo finale pesano il costo del caffè verde, quello dell'energia per la torrefazione e i noli marittimi per il trasporto.
Il caffè verde, la materia prima, ha visto quotazioni in forte aumento. La ragione principale è climatica: Brasile e Vietnam, che insieme producono circa metà del caffè mondiale, hanno subìto gravi siccità, con cali di raccolto che hanno spinto in alto i prezzi delle due principali varietà, l'arabica e la robusta.
C'è un punto che al consumatore conviene tenere presente: anche quando le quotazioni internazionali scendono, il prezzo al bancone non cala automaticamente. I margini erosi negli anni difficili e i costi fissi più alti fanno sì che la discesa, se arriva, arrivi lenta.
La moka torna, e il conto spiega perché
Di fronte ai rincari, molti hanno ripreso a farsi il caffè in casa. E qui il calcolo è semplice e a favore del metodo più antico.
Il costo di una tazzina fatta con la moka e il caffè macinato è dell'ordine di pochi centesimi. Quello di una capsula è molto più alto, tipicamente diverse volte tanto. E quello al bar è, ovviamente, un altro ordine di grandezza ancora.
Non servono cifre al centesimo per capire la differenza. Chi beve un caffè al giorno al bar spende in un mese quanto, con la moka, spenderebbe in diversi mesi. È la ragione per cui, negli ultimi anni, il caffè macinato ha ripreso quota rispetto alle capsule fra le abitudini domestiche.
Non solo risparmio
C'è anche una componente che non è economica. La moka è un oggetto radicato nella cultura domestica italiana, e il suo ritorno ha una dimensione affettiva oltre che di portafoglio: il rito del mattino, l'odore in cucina, un gesto imparato da bambini.
Ma il motore del fenomeno resta il prezzo. Fino a quando la distanza fra il costo di una tazzina al bar e quello di una fatta in casa resterà così ampia, la vecchia caffettiera continuerà a tornare sui fornelli. Il che non toglie nulla al caffè del bar, che si paga anche per il servizio e per il luogo: semplicemente, per il consumo quotidiano, il conto porta altrove.



