Chi è Antonino Bartuccio
Antonino Bartuccio è stato sindaco di Rizziconi, in provincia di Reggio Calabria. Nel 2014 rifiutò di piegarsi alle richieste della 'ndrangheta, e da allora vive sotto scorta insieme alla moglie Mariagrazia Squillaci e ai due figli.
È una storia che vale la pena raccontare per quello che è, senza enfasi. In molte aree del Sud, la pressione delle organizzazioni criminali su chi amministra un Comune non passa dalla violenza spettacolare, ma da richieste quotidiane: appalti, assunzioni, favori. Dire di no significa entrare in una condizione da cui non si esce facilmente: la scorta, per anni, cambia la vita di una persona e della sua famiglia.
Il film
A Giffoni è stato presentato "Il quaderno di Tommaso", un cortometraggio ispirato alla sua vicenda. Il progetto nasce da un'idea del Consiglio nazionale dell'ordine dei consulenti del lavoro, realizzato dalla sua fondazione in collaborazione con il festival, e adatta il libro dello stesso Bartuccio, "Sui sedili posteriori. La 'nuova libertà'".
Il corto è scritto da Luca Apolito, direttore artistico del Giffoni, e diretto da Marco Pellegrino. Nel cast Antonio Gerardi interpreta Bartuccio, con Carolina Crescentini e il giovane Samuele Aprile.
Perché a Giffoni
La scelta della sede non è casuale, ed è il punto che dà senso all'operazione. Il Giffoni è un festival il cui pubblico è composto in larga parte da bambini e ragazzi, ed è da sempre uno dei luoghi in cui il cinema italiano porta i temi civili davanti alle nuove generazioni.
Raccontare a un pubblico giovane la storia di un amministratore che ha detto no significa fare una cosa precisa: mostrare che la legalità non è un concetto astratto da libro di scuola, ma una scelta concreta, con un prezzo concreto, fatta da una persona vera che quel prezzo lo sta ancora pagando.
Il titolo, e cosa dice
"Il quaderno di Tommaso" è un titolo che sposta lo sguardo. Non nomina la mafia né i sindaci, ma un quaderno e un nome di bambino. È una scelta narrativa comune quando si vuole raccontare la criminalità organizzata a chi è giovane: non l'organizzazione e la sua struttura, ma le persone, e in particolare i più piccoli, che di quelle scelte subiscono le conseguenze senza averle prese.
È lo stesso motivo per cui un festival per ragazzi è il posto giusto per un film del genere. Una storia come quella di Bartuccio, portata davanti a una platea di adolescenti, non chiede di essere ammirata: chiede di essere capita, e magari, un giorno, imitata da qualcuno che si troverà davanti alla stessa scelta.



