La contestazione

La Commissione europea ha multato AliExpress per 550 milioni di euro per violazione degli obblighi del Digital Services Act sulla valutazione e la mitigazione dei rischi legati alla diffusione di prodotti illegali, non sicuri o contraffatti.

L'elenco dei rilievi è specifico, e vale la pena leggerlo per esteso perché descrive un modello di funzionamento più che una singola mancanza:

  • la valutazione del rischio di proliferazione di prodotti illegali è stata giudicata inadeguata;
  • l'efficacia dei sistemi di rilevamento è stata sopravvalutata dalla stessa azienda;
  • il numero di moderatori è risultato insufficiente rispetto al volume dei prodotti;
  • i sistemi di raccomandazione e la pubblicità hanno continuato a promuovere merce illegale fino al momento della rimozione;
  • gli indicatori per impedire che gli stessi prodotti ricomparissero erano deboli;
  • le sanzioni verso i venditori recidivi non venivano applicate in modo efficace;
  • i controlli sulla classificazione dei prodotti erano facilmente aggirabili;
  • il sistema di autorizzazione dei marchi non funzionava per verifiche e personale inadeguati.

La risposta dell'azienda

AliExpress ha fatto sapere di non essere d'accordo con la decisione e di ritenere la sanzione "sproporzionata". In una nota l'azienda dichiara: "Stiamo esaminando attentamente la decisione e valutando tutte le opzioni disponibili", e rivendica di aver investito "risorse considerevoli" nella mitigazione dei rischi.

Va detto con chiarezza che questa è la posizione di una parte, non un fatto accertato: la Commissione ha stabilito il contrario, e l'eventuale ricorso non è ancora stato annunciato.

I tempi

La piattaforma ha tempo fino al 20 ottobre 2026 per presentare un piano d'azione. In caso di mancato adempimento rischia sanzioni periodiche aggiuntive.

Non è il primo passaggio di questa vicenda: nel giugno 2025 la Commissione aveva reso vincolanti alcuni impegni presi da AliExpress su una parte delle contestazioni, mantenendo però aperta l'istruttoria proprio sul punto dei rischi legati ai prodotti illegali. È quel filone che si chiude ora con la multa.

Che cos'è il DSA, in breve

Il Digital Services Act è il regolamento con cui l'Unione europea impone alle piattaforme online obblighi di gestione dei contenuti e dei prodotti che ospitano. Alle piattaforme più grandi, quelle designate come "molto grandi" per numero di utenti europei, chiede qualcosa di più della rimozione su segnalazione: chiede di valutare periodicamente i rischi sistemici che il proprio funzionamento genera e di adottare misure per contenerli.

È la differenza che spiega questa multa. AliExpress non è stata sanzionata per aver ospitato singoli prodotti illegali, ma per non aver costruito un sistema in grado di accorgersene e di reagire in proporzione al proprio volume.

Perché riguarda anche chi compra dall'Italia

Il tema dei prodotti non conformi acquistati su marketplace extraeuropei è da anni al centro dell'attenzione delle autorità di vigilanza e delle dogane, e riguarda categorie in cui la non conformità non è un dettaglio formale: giocattoli, cosmetici, apparecchi elettrici, caricabatterie.

Per il consumatore la conseguenza pratica di una decisione come questa non è immediata, e conviene non farsi illusioni: cambia gli obblighi della piattaforma, non il contenuto del pacco già ordinato. Il cambiamento, se arriverà, si misurerà nei prossimi mesi sul piano d'azione che l'azienda dovrà presentare.